02 febbraio, 2006

 

Italia come Iran: religione obbligatoria e di Stato anche per i non credenti

Chi era quel tale che diceva che "è bene che gli scandali accadano"? No, non era Pannella, che però ha preso tutto da lui, ma 2000 anni prima di lui un certo Yoshua il Nazareo, un ebreo agitatore politico (anzi, una sintesi di diversi personaggi storici, secondo la minuziosa ricostruzione del cristologo Luigi Cascioli) che doveva diventare capo del regno di Israele, ma sbagliò le dosi e si ritrovò fondatore d’una Chiesa. Ora anche da crocifisso "dà scandalo".
Uno scandalo esemplare, quello sollevato dal giudice di Camerino, Luigi Tosti, prima all’Aquila e ora davanti al Consiglio superiore della magistratura. Uno scandalo insieme cristiano e pannelliano (ma sarebbe piaciuto anche a Voltaire), così liberale nei suoi effetti che sembra provocato apposta dall’Ufficio stampa del Partito radicale per dimostrare quanto siamo clericali e stupidi in Italia. E sì, perché visto che tutte le aule di tribunale hanno il crocifisso (senza che nessuna legge ne parli, tra l’altro…),Tosti si rifiuta di emettere sentenze sotto il simbolo di "una" religione obbligatoria.
E allora, ha protestato, perché non affiancare il crocifisso con la stella di David, la mezzaluna e tutti gli altri simboli, compreso – se c’è – quello dell’ateismo? O meglio, dato che "tutti" equivarrebbe a "nessuno", e che questa usanza esiste solo in Italia, e pure da pochi decenni, e che tutti si dicono "liberali", perché non eliminare una buona volta il simbolo religioso nei locali pubblici? Forse perché nei tribunali, nei ministeri, nelle scuole, nelle Asl, la Croce si è trasformata abusivamente, nell’indifferenza di chi doveva vigilare (cioè tutti i cittadini) nel paradossale "simbolo" vero dello Stato? Questo è l’aspetto più grave.
Era dal Medioevo e dalla Controriforma che la Croce – simbolo da rispettare, per un liberale, come qualunque altro simbolo – non era imposta con la violenza a tutti, compresi gli infedeli, gli atei, i buddisti, gli ebrei, con tanto di processo, con giudice e avvocati in toga, codici sulla cattedra e cancellieri. Proprio come le sure del Corano di Maometto sono imposte con la forza della legge in Iran o nell’Arabia Saudita. Nessuna differenza: solo che in Italia per chi rifiuta il simbolo religioso obbligatorio non c’è la pena di morte, ma "solo" la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Come è accaduto al caparbio giudice Tosti. Al quale, pensate un po’, è stato fatto un processo all’Aquila in un’aula appositamente privata del crocifisso, e poi è stato obliquamente proposto in avvenire – more italico – di poter pronunciare le sue sentenze sempre in aule del genere.
Trovato il mezzuccio. Tarallucci e vino. Allora è vero che neanche in Italia c’è una legge che impone la Croce, ma solo qualche disposizione ministeriale. Ma quel tosto d’un Tosti ha rifiutato la scappatoia: voleva che una volta per tutte il Csm e lo Stato si pronunciassero in via di principio. Così non è stato, non ha accettato accomodamenti ed è stato esautorato. Ma ovviamente solleverà il problema alla Corte dell'’Aia, chiamando a giudizio lo Stato italiano per comportamento vistosamente illiberale. A lui va tutta la solidarietà del Salon Voltaire, newsletter e sito.
Finti "liberali" di destra e sinistra, che vi definite così solo perché siete per il mercato e contro comunismo e fascismo (che è gran cosa, coi tempi che corrono), e infatti già avete problemi a riconoscere il laicismo, tema essenziale per un liberale, è possibile che ora non comprendiate che la libertà delle idee, la neutralità ideologica e religiosa dello Stato, l’uguale rispetto - anche formale - delle coscienze, sono tra loro collegati e costituiscono "il primo fondamento" del liberalismo? Scusate, ma così vi tradite, direbbe Sherlock Holmes.

Comments:
Caro Salon Voltaire è certo un bagno rigenerante per ogni liberale che si rispetti. Ma non di sola croce si muore, pare.
Nell'ultimo mio commento accennavo all'"eurabia" fallaciana. Pensavo di avere esagerato. M apoi la realtà supera ogni fantasia e il direttore di France-Soir è licenziato per aver pubblicato le vignette danesi su Maometto e i guerriglieri di Fatah, armati, fanno concorrenza ad Hamas assediando le legazioni francesi e definendo i francesi nei Territori dell'Anp "un obiettivo". Fratelli musulmani orchestrano in Europa la rivolta con chi osa parlare dell'islam ma non è un islamico. E' un grooso grosso guaio foriero di altri più grossi guai futuri.
 
Infatti, caro Luca, il tuo commento mi ha ricordato che non avevo scritto nulla sullo scandalo della censura alla satira islamica in Danimarca. Come vedi ho rimediato da alcune ore, senza lesinare aggettivi e sostantivi
 
Caro Salon, il tuo è davvero un bel post. Credo che il crocifisso sia l'ultimo dei problemi, cioè, perché alla fine è un simbolo, ma il post era perfetto e l'ho letto in trasmissione, a Blogroll, in onda venerdì sera alle 23,30 circa su Radio Radicale (o in mp3 qui: http://blog.radioradicale.it/blog/data/blogroll/).

ciao, a presto
 
Caro JimMomo, tipi difficili come noi, lo sai non fanno lodi facilmente (io, poi...) ma approfitto di quest'incrocio per dirti grazie non solo per il tuo blog, ma anche per i tuoi articoli su Notizie Radicali.
Il tuo arrivo è servito a dare corpo e vigore all'agenzia, che già era molto buona

a presto
 
Caro Nico, il mio commento è questo:
- che il Tosti abbia posto (più esattamente “ripreso”) il problema, va bene; così come va bene che continui a battagliare;
- ma non va assolutamente bene che si rifiuti di fare il suo lavoro arrecando danno ad un servizio pubblico, quello della giustizia, che già di per sé fa acqua; può benissimo battagliare e lavorare;
- il suo comportamento sa di sciopero (mica è un qualsiasi dipendente dell’Alitalia!!);
- non è esatto che il Tosti sia stato sospeso dallo stipendio; il suo stipendio è stato ridotto ad un terzo (circa 2000 euro, che è molto diverso da zero);
- nelle battaglie ci vuole anche senso della misura (in questo caso senso di responsabilità);
Fatta questa premessa “oggettiva”, aggiungo che a me personalmente dà fastidio qualunque fanatismo; anche quello laico. Qualcuno protesterebbe se invece del crocefisso ci fosse da qualche parte una statua di Giove Capitolino? E poi, il crocefisso non può essere visto anche non come imposizione dello Stato ma come simbolo di una tradizione radicata? (Ed a Camerino è molto radicata). In uno dei bei film di Guareschi c’è il bellissimo episodio di Peppone che vuole buttar giù l’edicoletta con dentro l’immagine della Madonna e don Camillo che si oppone; la questione viene risolta da una fune che agganciata ad un carro tentava di buttar giù l’edicola a cui era imbracata, ma che invece si spezza (miracolo?), e da una vecchietta che va lì a pregare in ginocchio davanti alla Madonna, come faceva da sempre. Tutto si risolve con un compromesso (tarallucci e vino?) tra Peppone don Camillo. A me quell’episodio mi sembra un esempio di equilibrio e civiltà. Ciao.
 
Sì, certo, il giudice Tosti appare in un Paese come l'Italia, che non ama i princìpi, le ideologie e la coerenza che invece i protestanti e i Paesi anglosassoni amano, un po' "fanatico", "esagerato", "fissato". E diamine, c'era modo e modo di protestare - dici tu - e lui ha scelto proprio il peggiore. Troppo coerente, quasi un provocatore che è andato a cercarsi i guai. Come, appunto, la "interruzione di pubblico servizio"... Che è stato l'appiglio (da lui offerto) per cui è stato condannato.
In fondo hai ragione. E come te hanno "ragione" quasi tutti gli italiani, popolo che forse vive un pò più a lungo grazie alle sue famose mezze misure.
In realtà avete torto. Perché la Storia e la Psicologia insegnano che sono proprio quelle persone là, così poco dotate di "buonsenso", ma capaci eroicamente di quella sorta di gandhiana "insistenza per la verità" (satyagraha, cito a memoria) che a me sembrava da adolescente una specie di fanatismo cristiano vestito di panni orientali, a creare lo scandalo adatto a cambiare la Storia. Col tuo (e mio) sistema laico e razionale, senza eccessi (neu nimis, mai troppo, pensa un po', è il mio motto), si vincono i sistemi altrettanto laici e razionali, non quelli borbonici e irrazionali come il sistema di privilegi e anacronismi presente in Italia. Che tradotto in soldoni volgari, caro Guido, vuol dire questo: a pazzi estremi dobbiamo contrapporre altri pazzi, per vincere. Non tu e io, ovviamente, ma i pochi Tosti (bello il doppio senso autoironico)disposti a sacrificarsi.
 
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La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
 
quello che stavo cercando, grazie
 
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