31 gennaio, 2006

 

Davos "montagna disincantata": senza riforme liberali l'Italia come l'Argentina

Lo scrittore Thomas Mann nel 1924 ambientò il romanzo "La montagna incantata" a Davos, la città più alta d’Europa, con i suoi 1560 metri. E tutta la vicenda, compreso il destino dei suoi personaggi, si svolgeva in un sanatorio. Oggi il World Economic Forum che si tiene a Davos ogni anno alla fine di gennaio si svolge tutto in grandi alberghi e palazzi di congressi. E anche qui si giocano i destini degli uomini. Non sappiamo se davvero dopo le cliniche, Mann, lo sci e i grandi alberghi, oggi "Davos è il simbolo di un nuovo liberalismo economico che sta trasformando il mondo", come ha scritto lo svizzero "Swiss Info". Certo, l’inadeguatezza delle "decisioni" prese dai saggi dell’economia a Davos, talvolta velleitarie, accademiche e lontane dai veri problemi della gente, spesso lasciano il tempo che trovano. Una montagna sempre più disincantata.
Il ministro italiano dell’economia, Tremonti, a Davos ha replicato alla pessimista analisi di Nouriel Roubini, professore di economia a New York, che ha paragonato l' talia all'Argentina, prevedendo che, se l'Italia non intraprende con decisione la strada delle riforme liberali, a causa del protrarsi della "stagdeflazione" possa esserci un collasso dell' conomia, l'uscita dall'euro, il ritorno ad una lira molto deprezzata e seri danni anche per i paesi europei. Troppo forti sono, infatti, le differenze di sviluppo tra i vari paesi dell’euro. "Grazie dell'attenzione" all’Italia, ha risposto con sarcasmo Tremonti al Roubini che protestava la propria indipendenza. "Non so se lei è indipendente, certo è indipendente dalla logica". Il teatrino dell'economia, come si vede, non è diverso dal teatrino della politica.

Comments:
Tutto dannatamente vero. Se questo paese non si libera dalle lobby, come afferma Giavazzi, il suo declino sarà irreversibile.
 
è partito tutto purtroppo con le strette fatte dalla politica delle banche che hanno stretto i pochi imprenditori seri che realmente pagavano i propri crediti ,a differenza dei politici imprenditori che potevano farsi fare leggi ad hoc o farsele da soli ,poi con basilea 1 2 e chi più ne ha più ne metta si è distrutto tutta la micro economia che si reggeva sul piccolo.
ovviamente i grandi non hanno di questi problemi loro fanno e disfonno come gli pare , sia in banca sia in politica sia con le tassazioni , loro non fanno altro che dire .......pagamento da 60 gg si passa a 120 , sempre sui piccoli,allo stato non fa nulla tanto bastano i condoni fatti dai vari Tremonti l'italia si sta distruggendo per troppa protezione dei troppo piccoli e dei troppo grandi L'ITALIA VIVEVA CON LA MEDIA E PICCOLA IMPRESA LO STATO CON LE TASSAZIONI DIRETTE E INDIRETTE LE BANCHE CON IL SISTEMA CREDITIZIO I SINDACATI CON LA SPASMODICA DIFESA ANCHE DEGLI INGIUSTI CON LE PENSIONI DA 300€ A 30000e INVECE DI ALCUNE EQUE
 
Tutto vero.
La gente che trovo al supermercato,dal fruttivendolo,al bar questa paragone con l'Argentina oramai lo fa da tempo.
Nella mia città,Agrigento,una delle ultime in Italia,si assiste ad un proliferare continuo di finanziarie e banche che prestano soldi a strozzo.Oramai la gente ha prosciugato i pochi risparmi accumulati al tempo dela lira e per potere andare avanti si rivolge sempre e di più a loro.
 
..è ora di smettere di considerare il sistema economico come indipendente da quello politico e, più a fondo, di quello culturale. La realtà è che viviamo in un Paese dove c'è un'evidente disparità nelle pensioni, ogni lavoratore costa alla impresa il doppio di ciò che poi riceve e siamo messi ogni giorno di fronte a degli evidenti malfunzionamenti delle imprese statali (sanità, trasporti), con conseguenti sprechi e utilizzo no competitivo del personale.
Completa il quadro una informazione partitica e pessimista (compreso il portale di "Libero"), che ci spinge a deprimerci ovinamente e a non cercare fonti di informazione libere e alternative.
Italiani svegliatevi e non guardate solo il vostro giardino!
 
Secondome tutto questo e dovuto prima all'euro perchè non ci sono state da parte dello stati controlli sui prezzi che tutti i commercianti hanno applicato, anche sul prezo della benzina che sta arrivvando alle stelle.
In secondo luogo allo stato ma in particolare ai mostripolitici che prima pensano ad ingrassarsi loro e poi pensano alla popolazione, però prima ai ricchi industriali come loro poi ai poveri cittadini comuni che in ITALIA c'è ne sono tanti.
Secondo me per tornare come stavamo prima e di togliere prima l'EURO e quindi far abbassare i prezzi a tutti commercianti e non.
Poi far pagare le tasse anche ai politici cosi ci saranno più soldi in cassa allo STATO.
Perchè con quanto capitale hanno i nostri politici delle nostre tasse ne possono fare a meno.
 
No, chi dice che l'argentina e finita cosi per mancanza di riforme liberali, come viene detto nel articolo, non ha capito il vero problema di quel paese. L'argentina e finita nelle terribile crisi del 2001 propio PER CAUSA della politica economica ultraliberale applicata durante gli anni novanta dal Governo di Menem e Cavallo e dettata dal FMI e Banca Mondiale. Se la crisi argentina e finita, a differenza di quello che succede in Italia, e grazie al rifiuto di quelle riforme liberali che tanto piaciono ai "riformisti"
eduardo varela
 
Adoro il mio bellissimo paese, purtroppo dal momento ke sono costretto a vivere All'estero non me lo posso godere al 100%,non si puo' avere tutto dalla vita guadagno una barca di soldi ke pero' spendo solo in Italia quando vado in vacanza, ke goduria.se la situazione cambiara'???Non penso proprio troppo persono skifose ed opportuniste e cafone (vedi berlusca)a loro un sentito ringraziamento, ke il S.re provveda.....
 
Sembra che l’incontro Tremonti-Roubini sia stato un po’ più vivace di come qui descritto; riporto di seguito la prima parte del resoconto di N. Roubini, tratto dal suo blog http://www.rgemonitor.com/blog/roubini/115624

“Italy's Tremonti's Temper Tantrums on EMU in Davos...a Sad Embarrassing Episode for Italy...
Created: Jan 28 2006

On Friday I was in Davos in a panel on the "Ups and Downs of EMU" (European Monetary Union) where ECB head Trichet, Italian Economy Minister Tremonti, a few other EU officials and myself were supposed to discuss the following questions: Will EMU collapse in the future? Which country will exit first? What will be the consequences of a break-up of EMU? How to avoid that? And what are the prospects for the Growth and Stability Pact? Unlike the other panelists that ignored the topic and spoke instead about all the good things allegedly associated with EMU, I took the questions seriously by considering some of the problems and risks faced by EMU and the risks of a break-up, especially for the case of Italy.

My remarks caused a stir with Minister Tremonti who interrupted me in the middle of my remarks, went into a temper tantrum and shouted - to the consternation of all participants - to me: "Go Back to Turkey!!". I happen to have been born in Istanbul; but more than offensive to myself his pathetic burst of uncivilized anger was an insult to the decent Turks who are currently trying to negotiate an agreement to enter into the EU. Before I give a full account of this incident that altogether embarrassed the irascible minister who made a fool of himself in front of a crowd of Davos participants, let me report almost verbatim my constructive remarks on EMU that triggered the pathetic and embarassing outburst of the minister.
……………..……………. “

GDMassimo - 1.2.06
 
Diciamola tutta la verità... Il nostro sistema politico è al collasso, destra e sinistra un'unica schifezza...!Purtroppo siamo il paese di pulcinella e non ci rendiamo conto dell'effetiva gravità della situazione!Ho sentito al telegiornale(purtroppo tutti controllati e con una forte censura)che quest'anno gli stipendi sono aumentati più dell'inflazione...ma perchè i signori statisti non fanno i conti con la realtà?Il potere di acquisto si è più che dimezzato,STIAMO DIVENTANDO POVERI...!non ne posso più!BASTA CON LE CAZZATE!Urgono seri provvedimenti(non tasse)altrimenti altro che argentina!qui finiamo peggio della crisi del 1930 in germania quando per 1 dollaro ci volevano 400 miliardi di marchi!Attenzione gente!Qui si rischia di cadere tutti quanti con il culo per terra e di scavare...
 
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