26 aprile, 2010

 

Ipazia, prima martire della libertà della scienza. I delitti del fanatismo cristiano delle origini.

"Quando Talebani erano i Cristiani" si intitola un bell'articolo di Silvia Ronchey sulla Stampa, che giustamente ricorda come i primi Cristiani fossero in realtà degli estremisti. Il vescovo Cirillo, poi fatto santo dalla Chiesa, che fa assassinare, letteralmente tagliare a pezzi, dai suoi monaci fanatici, ottusi e criminali come solo certi monaci sanno essere, la grande astronoma, matematica e filosofa pagana Ipazia, un vero genio del sapere. Di questo parla il film Agorà. che era stato presentato a Cannes ormai un anno fa (maggio 2009). Ma in Italia e perfino negli Stati Uniti non si trovava un distributore disposto a dispiacere alle gerarchie ecclesiastiche, visto che la storia, ed è storia vera, rivela la violenza dei Cristiani, e non dei soliti islamici. Uno zelo eccessivo e anche ingenuo e maldestro, perché non è certo boicottando una pellicola che si riesce a nascondere una delle pagine più nere della storia del Cristianesimo. E' stato perfino firmato un appello di intellettuali per richiedere la distribuzione del film anche in Italia. Ad ogni modo, un modo umiliante se pensiamo che non siamo nel Medio Evo, come vorrebbe la Chiesa, ma nel 2010, anche nel nostro Paese è ora possibile vedere il film. La recensione è di Livio Ghersi.
NICO VALERIO
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Agora, del regista Alejandro Amenàbar, è un film ben fatto e intelligente. Non è solo un racconto, una ricostruzione libera ma credibile di fatti realmente accaduti; ma reca un insegnamento. E' un'ulteriore prova dei guasti determinati dal fanatismo religioso; è un ulteriore monito a stare in guardia contro la religione trasformata in strumento di governo della società. La teocrazia va sempre rifiutata; anche quando il potere è esercitato da un Vescovo in nome di Gesù Cristo.
Gesù crocifisso; San Pietro che si fa crocifiggere con la testa rivolta verso il basso perché, anche nella morte, non vuole essere equiparato al suo Maestro, nei cui confronti si sente indegno; San Paolo che subisce pure lui il martirio. Com'è stato possibile, allora, che dopo appena trecento anni i "cristiani", resi forti dal fatto che l'imperatore di Roma professava la loro stessa fede, pretendessero, con l'uso sistematico dell'intimidazione e della violenza, che non fosse più consentito ad alcuno sostenere pubblicamente convinzioni religiose, o filosofiche, in contrasto con la loro fede?
Con la teocrazia si realizza un sistema sociale totalitario. In Egitto, nella città di Alessandria, nell'anno 415 d.C., fu uccisa, con modalità raccapriccianti, da fanatici cristiani, la "vergine" Ipazia.

Nel primo volume della sua "Storia del pensiero filosofico e scientifico" Ludovico Geymonat ha scritto che Ipazia faceva parte della scuola neoplatonica di Alessandria, era figlia del matematico Teone alessandrino, era studiosa di filosofia e di matematica e venne trucidata da "una turba di cristiani fanatici" (cfr. edizione Garzanti, 1970, p. 334).
Quando al vescovo Teofilo successe Cirillo (370-444 d.C.), la Chiesa di Alessandria manifestò senza riserve la propria volontà egemonica sia nei confronti dei pagani, cioè degli adoratori degli antichi dei, sia nei confronti della consistente e radicata comunità ebraica.
La pagana Ipazia dava fastidio perché, per il suo prestigio d'insegnante, aveva un ruolo pubblico. Non le potevano essere imputati costumi licenziosi, essendo il corrispondente laico di una suora: tutta votata all'amore per la sapienza e per la scienza.

Nel film s'immagina il vescovo Cirillo mentre legge la prima lettera di San Paolo a Timoteo. Si tratta di una delle tre lettere pastorali, che l'Apostolo, in prigione a Roma, scrisse a Timoteo ad Efeso e a Tito a Creta per dare loro istruzioni e consigli circa il modo di governare le chiese locali. Il brano che qui interessa, riportato per intero, è il seguente: "Alla stessa maniera facciano le donne, vestendosi con abbigliamento decoroso: si adornino secondo verecondia e moderatezza, non con trecce ed ornamenti d'oro, oppure con perle o vesti sontuose, ma con opere buone, come conviene a donne che fanno professione di pietà. La donna impari in silenzio, con perfetta sottomissione: non permetto alla donna d'insegnare, né di dominare sull'uomo, ma (voglio) che stia in silenzio. Per primo infatti è stato formato Adamo, e quindi Eva" ( 1Tm 2, 9-13).
Vedendo le violenze che, nella ricostruzione cinematografica, compiono dei monaci fanatici, detti "parabolani", si avverte subito proprio la nostalgia delle parole di Gesù: "Io invece vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano" (Mt, 5, 44-46). "Rimetti la tua spada al suo posto, poiché tutti quelli che mettono mano alla spada, di spada periranno" (Mt, 26, 52-54).

Nella vicenda di Ipazia si colgono, quindi, due elementi. Il primo è la possibilità di una lettura strumentale delle Sacre Scritture, nel perseguimento di meschini obiettivi politici. Tanto strumentale che la lettera delle Scritture finisce per essere in stridente contrasto con il complessivo spirito ispiratore del messaggio cristiano. Il secondo è il radicamento, nel Cristianesimo, di una concezione che relega la donna ad un ruolo subordinato e sottomesso. Anche se tale concezione trova conferma in passi dell'Antico Testamento e, per quanto riguarda il Nuovo Testamento, in pensieri di alcuni apostoli (non nelle parole direttamente riferite a Gesù), si può ragionevolmente sostenere che in questo caso le Scritture riflettano una mentalità propria di tempi passati e, quindi, naturalmente destinata ad essere superata nel divenire storico. Mantenerla, come se si trattasse di una verità senza tempo, equivale ad un grave errore.

Analogamente, ci deve essere pure un motivo se nei disegni della creazione è stata prevista la differenziazione tra uomini e donne ed è stata prevista la necessità dell'unione sessuale fra appartenenti a sessi diversi per la perpetuazione della specie. Senza donne, l'umanità si estinguerebbe; da questa semplice considerazione deriva almeno una pari dignità con gli uomini. Peraltro, il Cristianesimo ha esaltato il ruolo della maternità nel culto della Madonna. Se il Vecchio Testamento fa uscire Eva da una costola di Adamo, il Nuovo Testamento fa uscire il Figlio di Dio da una donna, Maria: "Benedetto il frutto del ventre tuo, Gesù", recita una preghiera familiare ai più.

Dalla storia di Ipazia trassero argomenti sia quanti combattevano il fanatismo religioso, come Voltaire, sia quanti, professandosi liberi pensatori, arrivarono alle conclusioni più radicali e materialistiche, come il filosofo irlandese John Toland (1670-1722). Oggi la medesima vicenda può essere usata come ennesimo spunto polemico contro la Chiesa Cattolica.
Sono comunque immuni da qualunque lettura anti-cristiana del film Agora quanti, seguendo una lunga tradizione di pensiero, significativamente interna alla stessa Chiesa, sono convinti che lo spirito del Cristianesimo comandi di amare il prossimo, non di usargli violenza; che le verità della fede cristiana si affermino con la testimonianza dei comportamenti praticati, ma non si possano imporre.

La modernità ha fatto un dono alla Chiesa Cattolica, liberandola da responsabilità ed incombenze inerenti all'esercizio del potere temporale, e consentendole di sempre meglio caratterizzarsi come punto di riferimento spirituale. Nella dialettica con i poteri costituiti, la Chiesa può dare il meglio di sè, facendo appello alle coscienze individuali, affermando le ragioni della dignità della persona umana, dell'accoglienza dell'altro, della carità, della pace. Questo è il suo ruolo.

.La distinzione temporale-spirituale è alla base della concezione della laicità dello Stato. Che rispetta tutte le fedi religiose, così come tutte le concezioni filosofiche dotate di una visione complessiva del mondo umano (in tedesco, Weltanschauung); questo rispetto si traduce nella libertà di culto e si sostanzia nel fatto che le leggi si applicano in modo uguale a tutte le persone soggette alla sovranità dello Stato, indipendentemente dalle fedi che professano, o non professano. I precetti religiosi valgono per i fedeli ed hanno l'autorevolezza che loro stessi gli conferiscono, osservandoli spontaneamente; le leggi obbligano tutti. Le autorità dello Stato laico hanno il dovere di impedire che i cittadini possano subire prevaricazioni o violenze per il fatto di non conformarsi alle prescrizioni della religione seguita dalla maggioranza della popolazione. In altri termini, è la tutela delle minoranze ciò che caratterizza un ordinamento improntato a princìpi liberal-democratici.

Un pensatore liberale italiano, Benedetto Croce, è ricordato come "filosofo dei distinti" per aver sostenuto che non ci può essere un criterio unico per giudicare i diversi ambiti di attività in cui si svolge lo spirito umano. Così il giudizio estetico, il ragionare del bello, è indipendente da considerazioni utilitaristiche, dal giudizio morale, da valutazioni politiche. Il giudicare del vero, che si utilizza per valutare la coerenza logica del pensiero, non è subordinato a secondi fini. La ricerca dell'utile, ossia del proprio vantaggio individuale, ricerca tipica nei campi dell'economia e della politica, si misura in relazione all'idoneità dell'azione a conseguire il suo obiettivo. Questa ricerca indirizza gran parte dei comportamenti pratici, ma non li esaurisce. Infatti, in contraddizione con la valutazione del proprio utile particolare, si possono pure porre in essere differenti comportamenti, ispirati dal giudizio morale, cioè dall'aspirazione al bene, che perseguono finalità altruistiche.

Invece il fanatico religioso è totalitario: vuole ridurre tutta l'attività spirituale ai criteri di giudizio che la sua fede gli ispira, così come il suo cervello, più o meno dotato, e la sua cultura, più o meno rozza, interpretano quella medesima fede. Che potrebbe portare persone dotate di animo più elevato a giudizi completamente diversi.
Un fanatico religioso non è abilitato a giudicare della scienza di Galileo: per lui lo scienziato è eretico soltanto per il fatto di non ripetere fedelmente concezioni antiche, ma supportate dall'autorità della tradizione. La repressione della libera ricerca è repressione dello spirito umano. E' un peccato contro lo spirito. Questo il peccato commesso da chi spense l'intelligenza e la vita di una bella persona, quale fu Ipazia.
LIVIO GHERSI

19 aprile, 2010

 

Chiesa. Se si scopre che la religione cattolica è in mano ai maniaci sessuali

- Ah, se la gente sapesse quello che c’è nei conventi e nelle Case Generalizie! (suor Ludovica, polacca di Roma).
- Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa
(papa Paolo VI, Montini).
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E' PEGGIORE LA REAZIONE ALLE CRITICHE O L'AZIONE STESSA? Ho faticato a far comprendere alla mia conoscente polacca suor Ludovica che gli italiani, che hanno avuto sempre la Chiesa in casa, hanno acquisito anche i relativi anticorpi, e sanno tutto da secoli. E hanno anche il Decamerone di Boccaccio e i Sonetti del cattolicissimo Belli che ci hanno illuminato sul contrasto tra virtù conclamate e vizi segreti. (E, a proposito, a questi ultimi, i Sonetti, e forse anche ai vizi, abbiamo di recente dedicato un blog).

Non solo la mia amica suora, ma la Chiesa stessa, sanno bene che un prete, una monaca, per il solo fatto di essere devoti, non sono certo più "buoni", più onesti e soprattutto meno maliziosi degli altri uomini. Ma ora forse si sta esagerando. Eppure, sorpresa a nascondere malamente le sue colpe, la Chiesa non si pente totalmente, come pretende dagli altri, ma prima di tutto e con una certa arroganza accusa i suoi accusatori:

"I nemici di sempre del cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei, e l'intreccio tra di loro a volte é poco facile da capire… ritengo che sia maggiormente... un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza, loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi". (mons. Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, 9 aprile 2010). E ancora: "Bisogna chiaramente perseguire i casi di pedofilia, ma bisogna avere rispetto del peccatore. Non denuncerei alla polizia un prete accusato" (mons. Michele De Rosa, membro Commissione Cei per l'ecumenismo e il dialogo, 3 aprile 2010). Begli esempi di Cattolicesimo.
"Proprio adesso?", si lamentò col commissario di Polizia il ladro che stava cominciando a godersi il gruzzolo trafugato. Già, perché "proprio adesso?". Come mai "solo ora" quei miscredenti anti-cattolici si accorgono dei crimini o dell'attaccamento pedofilo di molti preti verso i bambini? "Chi c’è dietro questo attacco alla Chiesa cattolica?". La Chiesa ha 2000 anni ed "è strano che negli ultimi mesi sia saltata fuori" l'omosessualità diffusa tra i preti e la tendenza alla violenza psicologica e fisica verso i minori, così come un tempo si denunciava quella verso le donne. A parte i soliti ebrei e massoni, non sarà forse "per guadagnare soldi in risarcimenti"?
Ecco una breve raccolta di frasi che – di rado ingenue, e solo quando a parlare è la gente comune, ignara di storia della Chiesa, di diritto, di principi morali, di tutto – esprimono un grave e irreparabile cinismo di fondo.

Non è vero, innanzitutto, che la pedofilia e le violenze sessuali verso parrocchiani, seminaristi o estranei alla comunità, siano cosa nuova. Questa psicopatologia diffusa, queste deviazioni gravi del comportamento sessuale dei sacerdoti cattolici, questa violenza verso i deboli, le "anime semplici" da plasmare, sono cosa ricorrente, continua, antica, anzi antichissima, nella storia della religione cattolica.

E i religiosi non sono, non devono essere, "persone comuni", perché sono visti dalla popolazione cattolica o non cattolica, a causa del loro grande carisma, come uomini e donne affidabili, morali, educatori dei giovani, o almeno capaci di dare un esempio agli altri.
Quindi, è inutile, anzi sospetta quando applicata ai propri membri della casta sacerdotale, la solita solfa cattolica sul particolare beneficio da offrire al "peccatore", perché nientedimeno Gesù avrebbe avuto più riguardi verso la peccatrice Maddalena che verso i savi e onesti Farisei. Il che, infatti, era causa d’un profondo solco di incomprensione tra l’Ebraismo e il Cristianesimo, perché porta all’ingiustizia. No, le mancanze dei sacerdoti cattolici (perché quasi soltanto religiosi cattolici sono stati implicati in questi reati o mancanze gravi) non sono giudicabili alla stregua di quelle della popolazione normale, come va dicendo la Chiesa ignobilmente, ostentando una cinica neutralità statistica. I peccati della Chiesa, diciamo, valgono almeno 10 volte di più.
Se si scoprisse, infatti, che in quanto a criminalità e devianza, o a comportamento psicotico, i sacerdoti, i frati, le monache della Chiesa cattolica fossero anche solo "nella media" della popolazione, questo sarebbe pur sempre un vulnus gravissimo, che farebbe dire alla gente ed anche agli osservatori neutrali: "Ma allora, a che servono i preti, la Chiesa, la Curia, il Vaticano, la religione Cattolica, con tutto quello che ci costano in soldi e limitazione alle libertà? Non ci conviene. E loro non sono la filosofia: se con loro o senza di loro le cose restano uguali, che se ne vadano, che si sciolgano". Possibile che i dirigenti cattolici non comprendano questo sillogismo?
Bisogna ribadirlo, per la solita casalinga di Isernia che vede solo la televisione, o per il solito pensionato che non legge giornali: le denunce, dall’interno stesso della comunità ecclesiale, cioè dal popolo cattolico, avvalorate talvolta anche da qualche prete o vescovo per fortuna di salda morale e di sani princìpi, ci sono sempre state. E negli ultimi decenni, a mano a mano che anche i credenti cattolici si sono sentiti più liberi di parlare e di denunciare, sono ovviamente aumentate. E anche le Polizie e i Giudici di mezzo mondo hanno smesso il timor reverentialis che evidentemente nei pochi casi denunciati a Cesare, visto che Dio tardava a provvedere, bloccava le indagini. E tutti i Papi ne sono stati messi al corrente. E tutti più o meno ipocritamente, hanno messo a tacere le denunce, preoccupandosi più del buon nome della Chiesa e dell’onorabilità o salvezza del singolo prete che delle violenze psicologiche e fisiche subite da migliaia di bambini e del dramma di tante famiglie cattoliche. A questo va aggiunta, per onestà liberale, la minore sensibilità che probabilmente esisteva tra la gente su questo tipo di reati solo qualche decennio fa. Non dimentichiamo l'analogia con gli stupri alle donne, spesso tenuti nascosti per malinteso pudore dalle stesse vittime.

Però noi viviamo oggi, e oggi bisogna essere severi, severissimi, molto più severi con i sacerdoti, e con la Chiesa che li ha coperti o non li ha puniti in modo esemplare, che con un uomo qualunque che si fosse macchiato degli stessi delitti. Perché di delitti si tratta. E perché oggi la violenza sui minori è considerata un delitto rivoltante.

"La Chiesa è ferita e peccatrice" ha ammesso papa Benedetto XVI pranzando coi cardinali presenti a Roma. Bene, ma perché non averlo ammesso sùbito, informandone anche cardinali e vescovi per evitare che dicessero sciocchezze? Siamo d’accordo con chiunque nella Chiesa, dal Papa in giù, combatta la politica ipocrita dei "due pesi e due misure", favorisca le indagini anche sui fatti trascorsi, ammetta le colpe dei preti pedofili o violentatori, li punisca severamente secondo un buon uso del diritto canonico, e prometta di denunciarli anche davanti ai magistrati laici. Ma condanniamo chi anziché reprimere duramente colpe così vergognose, tra l’altro troppo tardivamente ammesse, condanna invece chi quelle colpe ha denunciate. Un’ingiustizia intollerabile.

INEFFABILI "SUPERIORI": IL CARD. LAW INSEGUITO DALLA LEGGE. E NON E' STATO IL SOLO PRELATO. Davanti al tribunale americano, nonostante documenti compromettenti, fece scena muta, a base di "non ricordo". Ed era il lontano 2002, quando non si era ancora scatenato quello che secondo la Chiesa cattolica sarebbe un "complotto" massonico-anticattolico-anticlericale-illuminista-capitalista-liberale-ateista-ebraico" (e gaysta-lesbista, no?). Negli Stati Uniti rischiava davvero il carcere il card. Law, malgrado il nome. Sembra poi che si sia rifugiato in Italia sotto la tonaca ricamata di papa Giovanni Paolo II, al sicuro nel Vaticano. Quasi un asilo giudiziario, un'area di comoda extra-territorialità penale, già sperimentata ai tempi dello scandalo della Banca Vaticana IOR di mons. Marcinkus, quell'affarista in tonaca nominato e poi protetto dal "papa santo" Wojtyla, banca collegata al bancarottiere Sindona, coinvolta nel delitto Calvi e tirata in ballo perfino da un pentito della banda della Magliana a proposito di riciclaggio di denaro sporco. Tanto che uno di quei banditi, spietati sì, ma cattolici, "per grazia ricevuta", chiese ed ottenne addirittura l'onore di una tomba monumentale in una basilica romana. Un po’ come un tempo (cfr Manzoni) i ricercati dalla giustizia si rifugiavano in convento o in chiesa.

Ma anche se questo Law anti-legge fosse uscito dal Vaticano, state tranquilli, questo Stato clericale e antiliberale (di Destra o Sinistra è lo stesso) fondato sul privilegio dei soliti potenti, non gli torcerebbe un capello. Infatti, il card. Marcinkus fu spedito negli Stati Uniti, per interessamento di Craxi. Sono lontani i tempi di Cavour e Siccardi. E poi si lamentano se qualche protesta è dura: l’indignazione morale non la calcolano? Alcuni ebrei, infatti, hanno protestato per il colloquio inopportuno che due rabbini hanno avuto col card. Law, come scrive Gherushi92 nel suo polemico sito. Law? Tranquilli, per evitare equivoci non è la "legge", quella vera, ma una sua imitazione. Quella della jungla.

LA "TEMPESTA MEDIATICA". Al contrario di quanto vanno dicendo cardinali, vescovi, semplici preti, giornalisti cattolici e perfino opinionisti laici, la campagna sui media e lo scandalo dei preti pedofili che ne è derivato non sono affatto un elemento negativo, frutto di chissà quale "complotto" dei nemici del cattolicesimo, ma stanno svolgendo un ruolo positivo, chiarificatore, catartico, perché spingono sempre più vittime e colpevoli a trovare il coraggio di denunciare o confessare. E non ce lo aveva insegnato proprio la Chiesa che "oportet ut scandala eveniant"? E' proprio quello che ha ammesso in una drammatica dichiarazione il vescovo di Bruges (Belgio), che si è appena dimesso chiedendo perdono a tutti. E' stata proprio la "tempesta mediatica" sui pedofili ad averlo colpito emotivamente e convinto al drammatico passo. E il papa Benedetto XVI ha sùbito accettato le dimissioni: segno dei nuovi tempi. Grazie alle denunce dei giornali e delle tv. Anglosassoni, of course, perché se era per quelli italiani... Da lodare anche la severa nota (e i provvedimenti che seguiranno) in cui Ratzinger e la Chiesa finalmente denunciano, dopo una accurata indagine, gli abusi sessuali e gli altri "delitti" dello scomparso fondatore dei Legionari di Cristo, che ancora nel 2004 era però ricevuto e lodato da papa Giovanni Paolo II.

La pressione mediatica ha anche un altro effetto positivo: sta dividendo i dirigenti della Chiesa spingendo i più coraggiosi a venire allo scoperto, come ha fatto il cardinale di Vienna, allievo e amico di papa Ratzinger, che ha accusato l'ex segretario di Stato, Sodano, di aver insabbiato lo scandalo scoppiato in Austria.

I DOCUMENTI INDISPENSABILI PER SAPERE I FATTI. Innanzitutto due pagine molto documentate su "pedofilia" e "pedofilia e Chiesa cattolica", poi la voce di Wikipedia con un'estrema sintesi del rapporto John Jay, infine, il sito ufficiale del Rapporto John Jay (commissionato dalla Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti), un ottimo e complesso lavoro sociologico e statistico, pieno di grafici e tabelle, a cui tutti ormai ci riferiamo, e che perciò è la base per ogni discussione o articolo. Nonostante che si fermi al 2004, che sia uno studio cattolico e americano, quindi parte in causa, tra le mille cose dice che (e ognuno si scelga la percentuale che preferisce) l’81% delle vittime erano maschi, il 22% sotto i 10 anni, il 6,11% addirittura sotto i 7 anni, il 72% aveva meno di 14 anni, il 51% tra 11 e 14, il 27% tra 15 e 17 anni. I dati parlano chiaro: le vittime minorenni hanno tutte le età, da 1 a 17. Si comincia purtroppo con 4 casi di lattanti fino ad 1 anno, e il fatto che costituiscano solo lo 0,04% del totale non li rende meno gravi. Si veda la tabella 4.3.2. Ma poi ci sono sicuramente molti altri delitti del genere fuori dello studio di Jay, cioè dopo il 2004.

ARTICOLI DI GIORNALI, SITI E COMMENTI. Basta scrivere priest e pedophile, o parole simili, su Google, basta andare su Wikipedia, e si apre un mondo di siti stranieri, soprattutto americani (molti dei quali di comunità cattoliche o religiose, quindi attendibili). Sono stati loro a denunciare, perché sapevano, non i perfidi mangiapreti. Noi possiamo aggiungere qualcosa in italiano, ma è solo una inadeguata e necessariamente casuale raccolta di fatti, pareri, commenti e documenti tra migliaia. Da un sito si ricava un completo sguardo d'orizzonte sullo scandalo. L'autore ha calcolato che un prete ha un rischio di pedofilia 50 volte più alto di un cittadino comune. La percentuale dei preti cattolici coinvolta - riferisce - è molto più alta di quello che si dice. In Brasile, p. es., è coinvolto in abusi sui bambini circa il 10% dei preti. Poi si va dal moderato articolo del commentatore Sergio Romano sul "perché la Chiesa Cattolica è oggi contestata in Italia e nel Mondo", al vescovorara avis – che si dimette in Irlanda, ai prelati cattolici americani delusi dall’incontro col card. Bertone, all’accusa del New York Times all’attuale Papa di aver coperto la pedofilia, fino al coinvolgimento dei precedenti pontefici, per esempio Paolo VI, al corrente degli scandali della California, e infine, all'analisi dura, spietata, ma documentata, che coinvolge l’intero Cattolicesimo, citando relazioni e documenti papali, di Gerushi92: "Colpevoli senza pena, vittime senza giustizia". Ma si potrebbero citare nel dibattito globale migliaia di altre tesi e posizioni più o meno centrate, più o meno esaurienti o discutibili.

LA CHIESA CATTOLICA IN CRISI DI CREDIBILITA'. L’impressione, vista la durata del fenomeno, ormai cronicizzato, è che siamo solo all’inizio d'uno scandalo che lede le gerarchie della Chiesa e rischia d'intaccare la credibilità stessa della religione cattolica. Infatti che accadrebbe se si scoprisse che nelle sue attività di base questa religione è nelle mani di maniaci sessuali?

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