18 dicembre, 2017

 

La crudele prepotenza della Chiesa anche sulla libertà dei malati terminali sulla fine della vita.

L'Arcivescovo di Torino, Fransoni, fu processato e condannato a un mese di carcere per aver invitato il clero a disobbedire alle leggi dello Stato, in particolare alle leggi Siccardi (1850) che finalmente eliminavano alcuni intollerabili privilegi della Chiesa, equiparando la legislazione piemontese (e poi italiana) a quella della maggior parte degli Stati europei.
      Oggi, oltre 160 anni dopo, l’arcivescovo di Torino, Nosiglia, vuole inutilmente ripetere le gesta reazionarie del suo lontano predecessore, invitando non tanto i fedeli cattolici a non ricorrere alla nuova legge del “bio-testamento”, cioè alle ultime volontà del malato in caso di rischio di “accanimento terapeutico”, di cure eccessive e inutili per una malattia terminale o incurabile (compreso il tenere artificialmente e crudelmente in vita con macchinari e alimentazione forzata una vita che la Natura avrebbe già estinto in santa pace); ma la loro controparte, i medici, a rifiutare autoritariamente (il loro rifiuto infatti ha conseguenze cogenti e drammatiche sui malati, contro ogni principio di libertà) l’applicazione della legge con una malintesa “obiezione di coscienza”, laddove per “coscienza” – udite, udite – non s’intende quella del soggetto vero, il malato, ma quella del medico!
      E invece questa legge sul “bio-testamento”, sia pure imperfetta e ancora molto moderata e sottoposta in troppi casi alla possibile discrezionalità moralistica e paternalistica del medico (p.es. con la scusa di “nuove terapie” scoperte nel frattempo), è pur sempre una scelta di civiltà. Una mediocre legge è pur sempre meglio di niente. E incivili sono quelli che come volevano impedire la sua approvazione in Parlamento, così ora vogliono impedire l’utilizzazione della legge approvata non a se stessi, cosa del tutto lecita e sensata, ma agli altri, che è una prepotenza autoritaria bell’e buona.
      A differenza del suo omologo ottocentesco, nei lontani e felici tempi di sensato e deciso Liberalismo laicista attuato paradossalmente da una gloriosa classe politica risorgimentale in gran parte di origine cattolica, oggi l’Arcivescovo di Torino non rischia nulla. Perché i Cattolici sono ridiventati illiberali e arroganti, e ormai, grazie al famigerato Patto Gentiloni, al Fascismo di Mussolini e a cinquant’anni di potere democristiano, hanno il Potere in Italia, dove occupano tutte le cariche importanti, comprese tutte le più alte cariche dello Stato, e dove sono infiltrati in posizioni dominanti in tutti i Partiti, a cominciare da quelli di pseudo-Sinistra.
      Ma l’arcivescovo di oggi ha ancora minori ragioni, perché stavolta la legge, quella sul fine vita, a differenza della legge Siccardi non tocca il clero e quindi non intacca nessun suo interesse diretto, ma si applica solo a quelli che la richiedono espressamente per iscritto.
      Con quale diritto, dunque, alcuni esponenti della Chiesa si permettono di spingere alla disobbedienza di leggi dello Stato? Quella dei Cattolici è dunque la solita prepotenza arrogante di chi abusivamente (in base a quale mandato, a quale rappresentanza, addirittura a quale precetto specifico sacro?) si è impossessato di quelli che evidentemente sono reputati i temi cruciali della vita (nascita, sessualità, matrimonio, morte) di tutte le persone, comprese le cattoliche dissidenti, gli atei, i credenti in altre religioni, al puro scopo di impossessarsi in modo obliquo di tutta la loro esistenza e quindi di avere il Potere, sia pure di veto e di ricatto.
      E' forse un ritorno fondamentalista alle origini o alla lettera di qualche messaggio religioso? Gesù, almeno come la Chiesa lo ha ricostruito a posteriori e descritto mettendo insieme spezzoni disparati di biografie, allo scopo di conservare il Potere che nel frattempo aveva conquistato, non è mai esistito. Ma ammettendo pure che sia esistito, a limitarsi alle frasi a lui artificialmente attribuite dalla stessa Chiesa, mai avrebbe assunto posizioni simili. Dunque, sono perfino anti-cristiani. Perfino papa Woytila che desidera “morire in pace” smentiscono. 
      Basta con le secolari prepotenze della Chiesa e le sottili crudeltà psicologiche dei preti cattolici. È ora di finirla con le intromissioni della Chiesa cattolica, fossero pure i tentativi di qualche suo esponente, nella vita quotidiana dei cittadini. Nessun’altra Chiesa cristiana fa altrettanto, e per trovare qualcosa di similmente autoritario bisogna arrivare all’Islam, che anzi fa di peggio, molto peggio. Ma questo non deve autorizzare gli esponenti della Chiesa a imitarli nel mettere il naso dappertutto. O la Chiesa diventa davvero liberale, cioè rispetta gli altri, come auspicavano i grandi Cattolici Liberali che hanno reso possibile il Risorgimento, o non c’è alcun motivo valido per difenderla, tollerarla e rispettarla.

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