02 febbraio, 2006

 

Europa liberale svegliati: mano pesante contro la censura islamica

La "vendetta di Allah", come intitola per scherzo il bravo Vallocchia di No God? Ma il poveretto, ammesso che esista, se ne sta buono buono a bersi una rilassante tisana di tiglio lassù (o laggiù: sapete com'è, la Terra gira...), mentre a suo nome, come sempre abusivamente, fanno di tutto e di più certi suoi sacerdoti e credenti. Che, perfino in Europa, ormai, nel lassismo vigliacco dei finti liberali di destra e dei veri reazionari di sinistra, stanno imponendo la vecchia legge medievale della censura.
E così, ancora una volta, vergogna alla Francia, per il suo conformismo ributtante e la sua acquiescenza di fronte alla prepotenza dei fanatici islamici. Che è sempre complicità. Il direttore di France Soir, dopo aver pubblicato alcune vignette satiriche sul profeta Maometto scatenando reazioni violentissime da parte degli integralisti islamici, è stato licenziato in tronco. Pioggia di scuse da parte delle autorità politiche e istituzionali francesi, come già era successo in Danimarca e Norvegia (di nuovo, vergogna) dopo la pubblicazione delle stesse vignette. Con la differenza che un sondaggio ha mostrato che in Danimarca ben l'80 per cento della popolazione non riteneva necessaria alcuna scusa, e che il direttore del quotidiano danese Jillands Posten (è ancora al suo posto? strano) ha detto che quelle vignette satiriche le ripubblicherebbe anche oggi, perché il pubblicarle o no (è bello ogni tanto sentirlo dire: assaporiamo queste parole come cioccolatini) è la differenza tra libertà di stampa e censura. Siamo dunque a questo punto di imbarbarimento della vita sociale in Europa? Sembra di sì, ormai.
E infine, amici italiani, prima di applaudire ai direttori danese, svedese e francese, fate un piccolo test (part I): pensate se la cosa si fosse verificata in Italia. Sarebbe successo lo stesso, sentite a me: scuse e cenere sul capo da parte della solita compagnia di giro: Buttiglione-Bondi-Pisanu-Cicchitto-Rutelli-Turco-Franceschini ecc. E naturalmente, incalzati in tv dai cronisti, anche Berlusconi e Prodi. E tutti a ripetere la stronzata che esisterebbero islamici moderati: ma se lo sono letto il Corano? Gli islamici moderati sono solo quelli poco osservanti, diciamo i "laici". D'altra parte (test, part II), prima di prendersela solo con l'Islam, pensino i nostri Buttiglione-Bertolini-Casini-Franceschini-Bondi-Giovanardi-Rutelli quali reazioni avrebbero avuto se in quelle vignette satiriche al posto di Maometto con la bomba nel turbante - un posto perfetto, ammettelo, come nascondiglio: l'hanno sempre usato anche per questo gli arabi - ci fosse stata un'empia satira anti-cristiana, con Cristo e gli apostoli, magari con l'accusa molro attuale di pedofilia per quell'evangelico ma oggi sospetto "Sinite parvulos venire ad me".
E non dimentichiamo di ringraziare il grande Magdi Allam, che per primo ha sollevato lo scandalo della censura islamica e della vile acquiescenza degli europei sul Corriere. Lui egiziano e islamico, eroico per la fatwa che lo insegue. Lui, sì, che merita il premio di "liberale dell'anno", che dico, degli ultimi cinque anni. A proposito, il Giavazzi che s'è beccato il premio quest'anno, come la pensa al riguardo?

Comments:
Per fortuna che è successo in Danimarca ... La laicità dello stato e la libertà di espressione non sono ancora valori fondamentali in Occidente. Ottimo articolo.
 
sono, naturalmente, d'accordo e come si potrebbe non esserlo. Il premio di liberale dell'anno lo dividerei alla pari con Ayaan Hirsi Ali, autrice del film che costò la vita a Van Gogh. Ha definito le scuse dell'Europa servili, sostiene che quelle vignette dovrebbero essere esposte dappertutto e continua a lavorare per il seguito di "Submission"
 
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