19 marzo, 2008

 

Tibet, Cina e l’ipocrisia dell’Occidente. Europa e Stati Uniti, vergogna!

Noi liberali abbiamo combattuto almeno tre rivoluzioni, in Gran Bretagna, in Francia e in America, dopo lotte sanguinose contro l’aristocrazia e la Chiesa.
Abbiamo creato gli Stati nazionali in Europa e in Nord America. Abbiamo diffuso, con l’esempio dell’abbondanza delle merci e della libertà individuale, ma anche con le armi, il germe della liberal-democrazia ovunque, dalla Spagna all’Ungheria, dall’India al Giappone.
Ma ci siamo anche resi conto dell’autoritarismo e dell’inefficienza economica degli Stati in quanto tali, e abbiamo dato vita all’idea federalista perfino nella litigiosa Europa. E per garantirci una pace giusta abbiamo istituito ben due parlamenti mondiali, le "Società delle Nazioni".
Tutto lasciava credere, perciò, che questi Stati, nati liberali, queste istituzioni sovrannazionali, nate liberali, avrebbero saputo dire qualcosa di liberale quando la libertà fosse stata minacciata o violata in qualunque parte del Mondo. Che avrebbero preso una posizione forte, come forte è stata la loro ideologia di origine.
Macché. Al contrario, come nei primi anni dell’antisemitismo e del disinteresse verso il popolo di Israele, ecco che il più vergognoso dei silenzi assorda le nostre orecchie anche ora che il popolo del Tibet, dopo decenni di violenze inaudite che lo hanno visto privato dalla Cina comunista di classe dirigente, identità, autonomia, lingua e religione, accenna ad una timida e tardiva protesta contro l’invasore.
E tutto per una presunta Realpolitik economica da bottegai, che come abbiamo visto col comunismo europeo e il terrorismo islamico è solo un reperto dell’800.
Il presidente Bush, guarda caso, il giorno prima della repressione cinese ha depennato proprio la Cina dalla lista degli Stati-canaglia. Perché ormai, in seguito a un decennio di infiltrazione economica in un Occidente lassista, Pechino detiene considerevoli percentuali della ricchezza americana.
Oggi, per fortuna, con la globalizzazione delle notizie e il diffuso "opinionismo" popolare e giovanile in presa diretta (siti web, blog, newsletter, tv e radio), i popoli occidentali non sono più all’oscuro delle trame viscide dei loro Governi, e non manifestano certo il loro cinismo.
"Liberali"? Ormai sono decenni che, a parte il mercato libero (e solo quando fa comodo), i Governi occidentali "liberali" non lo sono più. Come iceberg dell’Antartide, le classi dirigenti dell’Occidente sono così pesanti che la loro parte principale è quella invisibile perché sommersa. Il problema è lì, nell’accurata "selezione al contrario" delle classi politiche. I veri liberali vengono estromessi subito, già nel Comitato di Quartiere.
E la Chiesa, che alza la voce per mezzo embrione neanche degno del suo battesimo, che dice di centinaia di uomini morti, di migliaia di atti di violenza inumana? Passi per il silenzio o i timidisssimi e vaghi accenni del Papa. Un amico prete ci fa notare che non spetta alla Chiesa prendere di petto i "cattivi" o i "dittatori", come farebbe un idealista liberale, proprio perché col male la Chiesa deve quotidianamente avere a che fare, diciamo che il peccato è il suo habitat, il suo brodo di coltura, e con l’invenzione geniale del pentimento che equipara i disonesti agli onesti ecco che i cosiddetti "malvagi" si rivelano il suo pubblico, il suo target psico-antropologico ideale. Perciò se li coltiva, se li cura con calma, li rabbonisce, scende a compromessi, come un medico fa coi suoi malati terminali, anche ricorrendo a inutili placebo. E sia medici, sia preti, si lasciano infettare un poco dal male dei loro malati. Ne prendono a poco a poco i sintomi. E’ vero, a pensarci bene.
"E se voi idealisti cedeste alla pazzia di voler a tutti i costi togliere di mezzo il male – argomenta l’amico gesuita – finireste per eliminare anche noi, medici e preti. Vi rendete conto?" Eccome, se ce ne rendiamo conto.
Ma noi liberali non abbiamo di queste sottigliezze ciniche, di queste atroci doppiezze morali. E perciò diciamo alto e forte che è davvero vergognoso che l’Unione Europea, gli Stati Uniti, i singoli Stati liberali d’Europa, d’America, d’Asia e Oceania, non indirizzino dichiarazioni di fuoco, non ritirino gli ambasciatori, non applichino per ritorsione contromisure economiche.
"Non ci conviene"? Anzi, siamo noi occidentali, al contrario di quanto una mediocre e paurosa classe politica va ripetendo, ad avere il coltello dalla parte del manico, come Paesi altamente consumistici: a chi venderebbe la Cina il suo enorme surplus di merci, se non all’Occidente? Dunque siamo noi a poter, a dover fare la voce grossa. Sono proprio le liberal-democrazie, che a differenza delle dittature non fondano la superiorità dell’idea sulle armi e sul terrore, a poter contare su una vera opinione pubblica. Che ora si aspetta che le prossime Olimpiadi, con leggerezza o furbizia mercantile affidate alla Cina, diventino il palcoscenico sul quale verranno recitati "a soggetto" due ruoli classici della pantomima internazionale: la crudeltà dell’Oriente e la vigliaccheria dell’Occidente.

Comments:
Molto duro ma giusto
 
Torno da Campo de Fiori e nessuno, almeno dalle 18 in poi (sull'ora precedente non so), ha calcato la mano sulla vigliaccheria interessata di Usa e Unione Europea, mentre ho sentito dai pro-Tibet sottospecie no-Global che le Olimpiadi cinesi si devono fare per volere degli sponsor, come Coca Cola e altri.
 
Mi sei piaciuto!
 
POVERO TOCQUEVILLE! Questo articolo mi ha preso oltre mezz'ora, e non è stato selezionato dal Comitato di Tocqueville. Ho guardato gli articoli selezionati al suo posto, e molti erano di gran lunga peggiori, sia per scrittura, sia per titolazione, sia per maturità di concetti. Hanno provato quelli di Tocque-ville a inserire - se non trovano giornalisti bravi e obiettivi - un normale professore di liceo classico nel Comitato? Gli articoli vanno valutati come i temi, non tenendo presente se "chi" li scrive è amico o no, come fanno sempre a Tocqueville. E l'attualità del tema non basta: ci sono cosette penose e tirate via, o troppo brevi e indufficienti, neanche da terza media. Se uno non ha idee e non sa che cosa scrivere, non va premiato.
Se no, che esempio di meritocrazia e anti-corruzione diamo ai nostri lettori?
Questo blog è inserito nella catena Tocque-ville solo per avere qualche lettore in più, perché per me che vengo dai giornali e dai libri è proprio inconcepibile scrivere per me stesso o tenere diari... e infatti scrivo pochissimo per questo motivo. In Italia poi la gente non ama lasciare commenti.
Era il motivo per cui non aprivo un blog, lo consideravo tempo perso, perché gli Italiani leggono poco.
Per di più, ripeto, questo articolo non è stato neanche selezionato da Tocque-ville, che invece mette in evidenza sempre i soliti blog di "amici" (farò una lista dei raccomandati o degli amici degli amici), magari con articoli tirati via, scritti male, o composti di poche righe. Ma comunque tutti caratterizzati da uno spirito preciso: il Destrismo spinto e fazioso, altro che il Liberalismo. Del resto, lo ripeto da sempre, è un poco contraddittorio e provinciale definirsi conservatori e liberali nello stesso tempo. Liberali e cattolici, certo, è possibile (mezzo Risorgimento lo era), ma questo non è il caso della maggioranza dei blog di Tocque-ville, che spingono sul vero e proprio clericalismo anti-liberale e sul fanatismo di una Destra che invece, mi diapiace per loro, non si sa che cosa è, non ha ideologia.
Insomma, Tocqueville personaggio storico è una cosa, Tocque-ville rete è un'altra, ed ha ben poco della città ideale. Per la censura che vi regna, con la scusa della scelta antologica, ricorda un poco certi falansteri sovietici. Del resto il male sta nelle origini: la maggior parte dei blogghisti viene dalla, diciamo così,
"cultura" di AN.
 
Sono d'accordo con quanto lei scrive. Abbiamo dato alla Cina la possibilità di giocare con l'economia dei nostri stati liberali, dandogli in cambio la nostra libertà piu' importante, la libertà di coscienza. La partecipazione della Cina all'economia "liberale" è drogata, perchè non tiene conto delle libertà di pensiero, le libertà politiche che sono fondamentali almeno quanto la libertà di scambio e di proprietà. Sono convinto che un popolo debba liberarsi da solo,ma di fronte a un gigante militare come quello cinese, come possono i tibetani? i nostri governanti dovrebbero far leva sugli strumenti che ha detto lei, per consentire a Tibetani di avere piu' respiro, altrimenti la Cina si approfitterà sempre di piu' della sua importanza sul mercato mondiale per ottenere di piu' dalle nostre debolezze a prezzo del nostro silenzio e dei nostri placet.
 
...è un buon articolo, si "sente" che l'hai scritto di getto e si legge d'un fiato, non sarà strutturato perfettamente ma scrivere per un blog non è come scrivere per un giornale o un libro, si incorrerebbe nel medesimo errore in cui inciampavano i primi autori televisivi, che scrivevano per la tv come se fosse teatro. Vabè, il "succo" del tuo pensiero è condivisibile e denuncia anche questa malattia cronica dell'occidente (forse) liberale, il continuo attacco delle libertà economiche da parte di lobbies di imprenditori che non amano affatto il libero mercato, queste multinazionali finanziarie, industriali e "retail" proprio perchè "multinazionali" non hanno interessi verso la loro nazione, una sorta di patriottismo economico, no, anzi, hanno soltanto l'interesse che i loro bilanci vadano bene e se questo comporta lo spostamento delle loro attività in altri stati, non hanno problemi, se poi questi stati sono totalitari ancora meglio, vuol dire che i margini saranno ancora maggiori e se l'occidente perderà tutta la propria capacità industriale, chissenefrega. In cina si sfrutta la manodopera degli schiavi nei laogai ed anche i lavoratori "liberi" non è che stiano tanto meglio, ma le merci cinesi servono per abbassare l'inflazione in occidente e per non far capire alla popolazione che ci stiamo impoverendo, un po' come la vaselina, quando ci si rende conto di averlo nel c### è tardi. Anche e soprattutto le grandi strutture finanziarie, tirano le fila della politica, basta guardare che cosa fanno, terminato il loro mandato, la maggior parte (se non tutti) gli ex capi di governo dei maggiori stati occidentali, da Blair, a Clinton, fino ad arrivare a Prodi, sono tutti a libro paga delle varie Goldman sachs, jp morgan, etc. e lo fanno alla luce del sole, dunque, questi capi di stato quando erano al potere facevano gli interessi del loro paese o delle finanziarie che poi (probabilmente per meriti acquisiti) li hanno stipendiati. Nel caso "Tibet" è evidente il doppiopesismo dei politicanti europei che si sono affrettati ad affermare che cmq parteciperanno alle olimpiadi, quando per molto meno altri paesi sono stati emarginati e sottoposti ad embargo, ecco, io non credo che la causa di un simile comportamento, sia la vigliaccheria dell'occidente, ma che sia la corruzione dei politicanti occidentali... infine, il sito Toqueville, lo "rimossi" tempo fa, troppo faziosi, invece (se posso permettermi di consigliare) seguo da parecchi anni un sito prettamente finanziario, "Cobraf" ma molto interessante per conoscere alcuni (sporchi) meccanismi della politica-finanza globale...
F.Dolcino
 
Sì, frà Dolcino, l'ho scritto di corsa (per modo di dire: ho perso mezz'ora), prima di precipitarmi appunto a Campo de Fiori. Ma l'ho riletto più volte e non ho ritenuto di modificare nulla, pur potendolo. Perché, qual è il passo che non ti ha convinto?
 
Io invece non ho nemmeno riletto ciò che ho scritto e forse avrei dovuto farlo: non mi sono espresso bene, mi hai convinto, o meglio, condivido ciò che hai scritto, semmai mi riferivo "all'estetica" (tra virgolette) dell'articolo, in stile "blog" cioè immediato, di getto, alla struttura, molte idee una sull'altra, non "costruita" e priva di fronzoli lessicali, ad un liguaggio "aggressivo" (senti chi parla=) ma va benone così, mi piace lo stile, questo è un blog e ciò che conta sono le idee, i fronzoli, l'architettura letteraria, lasciamoli a chi non ha nulla da dire ed a chi ha tempo da perdere nel leggere pagine e pagine di elegantissime banalità.
F.Dolcino
p.s.
stavolta l'ho riletto ;)
 
io Fra' Dolcino credo che ci sia anche molta vigliaccheria da parte dell'occidente, in quanto se oggi la Cina venisse esclusa dalle nostre economie, o si escludesse da sola, il nostro benessere, le nostre imprese ne risentirebbero mortalmente. La Cina ha molto di meno da perdere perchè resta un paese dove il benessere è per pochi, pertanto ha un potere di ricatto grandissimo.
Non credo che si possa combattere con armi pari,e mi viene da chiedere cosa succederebbe se da produttori diventassero consumatori, una volta che le libertà civili e politiche attecchissero anche lì. Mi viene da pensare a un miliardo di utilitarie, a un miliardo di frigoriferi, a milioni di centrali elettriche..sarebbe la fine, no?

Nick
 
viva il tibet libero, viva il dalai lama, abbasso la cina e i suoi alleati commerciali in europa!
 
Nick, ma quello che "temi" per il futuro è proprio quello che sta già avvenendo. Il petrolio è caro proprio perché Cina e India lo stanno acquistando sempre di più per consumi accresciuti (auto, riscaldamento, industria), mentre gli arabi con tutti i soldi che hanno non ammodernano gli impianti di estrazione... Offerta rigida...
Mi dovrò trasferire sul mio blog Ecologia liberale, perché ormai sarà sempre questione di energia scarsa...
 
già, quello che mi chiedo è: se la Cina aprisse veramente alla democrazia (tolto che come ha dimostrato il Giappone, non lo si diventa per imitazione e non è manco da ottriare), cosa succederebbe a questi consumi? schizzerebbero ancora piu' in alto di quanto già non stia succedendo, credo. E se iniziassimo a rivaleggiare con la Cina, per usare queste risorse, i prezzi diventerebbero insostenibili, credo. Il controllo delle nascite e dei consumi non sono concetti compatibili con la definizione "liberale". Ma la Cina può essere compatibile con il concetto di liberale? o piuttosto la Cina è un paese dove l'autoritarismo e la dittatura sono quasi naturali?
Pensi che ci sarà modo nei prossimi anni con le energie rinnovabili di rendere piu' elastica l'offerta di petrolio?
Nick
 
Bravo!
 
Liberali, liberalissimi, per carità, ma dovremo far fronte a situazioni nuove. Il concetto inusitato del risparmio per chi come noi (per me no, sono un'eccezione liberale "e" ecologista...) credeva all'abbondanza e illimitatezza delle risorse. Del resto i primi liberali erano taccagni, eccome...
Certo, l'Occidente dovrà tornare a combattere lo spreco ovunque, principio che - si badi - era sacrosanto per l'uomo (anche liberale) fino agli anni 50.
Il consumismo non è il liberalismo, ma neanche il capitalismo. Dobbiamo tornare ad essere anticonsumisti. Come i nostri bisnonni. Già oggi chi stampa una email su carta per leggerla meglio, anziché ingrandire il carattere sullo schermo, deve sentirsi un fuorilegge egoista.... Non parliamo degli imballaggi e delle confezioni: tutte carte e cartoni inutili. O dei tanti giornaletti propagandistici e volantini. E così via.
Col risparmio energetico si piò guadagnare già oggi il 20% circa dell'energia, conservando la stessa qualità di vita, cioè senza restrizioni visibili.
Poi il fotovoltaico, il solare idro-sanitario, il vento solo nelle aree industrialio degradate ecc. Poi se neanche 10 anni di risparmi e fonti alternative bastassero c'è sempre il nucleare, che però ha rischi alti di stoccaggio e il noto problema Nimby.
Ma l'arretratezza culturale e psicologica dei Cinesi è tale che rischiamo una guerra mondiale.
Il pericolo Islam fa ridere al confronto. Fortuna che la Cina, almeno, è contro l'Islam!
 
Nick... certamente la viltà da parte dei ns politicanti è alta, ma io ci aggiungere anche la corruzione e l'irresponsabilità, questi qui, fanno gli interessi di pochi grandi gruppi finanziari e/o industriali, non l'interesse del loro paese, il guaio è che queste multinazionali sono cieche, hanno fatto e continuano a fare dei guai, stanno rendendo il mercato globale, non liberista e questo sotto gli occhi dei politicanti che non fanno nulla, non ne discutono nemmeno o peggio come negl'usa varano delle leggi draconiane circa la "trasparenza" dei bilanci ma poi lo stato stesso (orrore) corre a salvare le banche che hanno emesso e/o acquistato dei prodotti che chiamano "di ingegneria finanziaria" in realtà sono delle truffe belle e buone e... nessuno paga, proprio in usa dove vai in galera dieci anni per delle inezie contabili. Tutto ciò altera il mercato, le commodities che hai citato sono schizzate su non per un aumento della domanda, (questo sarà un problema futuro) ma per l'uso delirante che le banche d'affari fanno delle opzioni, poi, parafrasando un aforisma "la finanza è una cosa troppo seria per lasciarla ai ragionieri" la bomba gli sta scoppiando in mano, questa settimana ad es. le commodities hanno perso quasi il 9% dai tempi della crisi di Suez non capitava una roba del genere, basterebbe che ci fosse una legge che obbliga ad acquistare la merce di cui uno detenga le opzioni, poi, non dimentichiamo che le commodities sono quotate in usd e se va giù il dollaro van su le materie prime etc. e qui torniamo alle politiche insensate di Bush... ed ai bond in mani cinesi, una follia, che ha di fatto nominato ministro degl'esteri usa, il partito comunista cinese, che ha permesso alla cina di finanziare, usando come garanzia proprio gli us-bond, migliaia di aziende inefficienti ma in mano ad esponenti del partito, incompetenti e schiavisti, questo ha alterato il mercato ed è esattamente ciò che volevano i cinesi. Che poi esista il problema della sovrapopolazione è indiscutibile, ma per questo c'è il sito ad hoc del Prof. De Marchi, infine le energie alternative, la microdiffusione delle fonti energetiche, l'autosufficienza energetica di case, paeselli, città etc. è l'unica alternativa possibile e doverosa, ma qui torniamo ai politicanti corrotti, avidi e miopi... se noi occidente, non promuoveremo nuove regole liberiste per il mercato globale, esso diverrà un arma in mano ai cinesi (che hanno letto Sun Zu) se non risolveremo il problema energetico, avremo sulla capoccia, la spada di Damocle dei dittatori del gas-petrolio, se non risolveremo il problema demografico e dell'immigrazione invasiva, verremo spazzati via come cultura. L'occidente è in pericolo, il liberalismo anche, minato al suo interno da troppe potenti lobbies di "capitalisti" e caste di politicanti che mal sopportano la libertà altrui ed il libero mercato e minacciato dall'esterno da troppi paesi totalitari; è una situazione simile a quella della guerra fredda, con una quinta colonna composta dai partiti comunisti occidentali ed una pressione esterna degli stati socialisti, ma allora era tutto alla luce del sole, ora le forze del male usano l'arma più efficace dell'ipocrisia della menzogna della dissimulazione della corruzione... azz... quanto ho scritto, sorry.
F.Dolcino
 
Quante ragioni hai,caro Nico Valerio.Ogni cittadino,però,potrebbe fare qualche cosa,nel suo piccolo:per esempio stando attento a non comprare prodotti cinesi.Anche se attratto dal prezzo,potrebbe,dovrebbe pensare a QUALE prezzo...e ricordarsi,ricordare sempre,lo sfruttamento,le deportazioni,la violenza del regime comunista cinese.
 
Quasi tutto ok il tuo ragionamento se non fosse x "mezzo embrione neanche degno del suo battesimo" che è da materialisti ottusi e riduttivi, xchè sovrapporre un argomento sull'altro, in cui non vedo attinenza? e poi vorrei sapere chi è il gesuita che ha fatto una simile affermazione -manipolata - forse?
 
DALL'ENBRIONE ALL'UOMO TIBETANO: IL "VALORE DELLA VITA" SECONDO LA CHIESA. Cara Mara, c'entra benissimo, perché siamo esasperati per gli ipocriti e falsi farisei che scagliano pietre e sono più peccatori degli altri. Devono essere messi alla berlina, anche per ristabilire un minimo di giustizia e di rispetto, appunto, dei "valori", di cui a torto cianciano. Come la cretinata dei "valori della famiglia" ostentata dai clericali, specialmente da quelli finti del Centro-Destra (la Destra storicamente è sempre stata anticlericale, da Mussolini a Malagodi, erntrambi atei) che spesso sono divorziati, hanno seconde e terze mogli e amanti. Ma su quella bugia prendono voti. Quindi è anche truffa.
La Chiesa prima si inventa che l'embrione è vita (quando invece perfino S.Agostino lo negava, tanto è vero che neanche la Chiesa di oggi lo battezza o gli fa il funerale.... cosa pensata infatti solo da quel provocatore ex-post-comunista di Ferrara), al puro scopo sadico di dare contro alla donna, alla modernità e alle idee liberali, quando il Papa e i cardinali - come tutti noi - ammazzano più vite vere, complete, mature, semplicemente vivendo (nell'organismo la fagocitosi uccide virus e batteri), camminando (formiche, ragni, scorpioni, coleotteri ecc) o mangiando (vitelli, capretti "di Pasqua", tacchini "di Natale", su cui non hanno nulla da dire, anzi teorizzano sulla superiorità dell'uomo sugli animali).
Poi quando in Tibet, Israele, Kossovo ecc. sono uccisi non embrioni ma uomini fatti, purché non cattolici, la Chiesa neanche protesta, o lo fa in modo blando, primo perché non gliene importa niente, secondo perché ha paura che la Cina si rifaccia sui suoi preti e vescovi.
E chi è "materialista"? Chi denuncia questa immoralità, questo opportunismo, questo cinismo cattolico, o la Chiesa, per cui non esiste l'amore o la pietà (vedi Welby, malati terminali tenuti in vita artificialmente, purché soffrano: ecco il sadismo), ma è solo questione di quello che c'è o non c'è tra le cosce, e perfino più in dentro? Loro che in tunica rossa o nera perdono mesi e anni a sottilizzare da maniaci per distinguere peggio di analisti di laboratorio tra staminali embrionali e adulte? Chi sarebbe il "materialista"?
 
Voglio aggiungere, a quanto ha scritto Nico, una reiterata menzogna del Vaticano. Benedetto XVI ha infatti ribadito, non più di un paio d’anni fa, che la sacralità dell’embrione sin dal concepimento è sempre stata la posizione ufficiale della Chiesa.
Nulla di più falso! Tommaso d’Aquino, ancor oggi ritenuto dalle alte sfere uno dei massimi dottori della Scolastica, ha ribadito che un essere umano non può essere considerato tale prima dell’infusione dell’ anima razionale che avviene solo dopo il 40° giorno.
Quindi: o la Chiesa mente, o ammetta ufficialmente che Tommaso ha fatto oramai il suo tempo.
Rimanere nell’ambiguità non giova a nessuno!
 
Te l'ho pubblicato sul blog Liberali per Israele
Grazie
 
Fantastico !
Evviva la modernità !!
Una volta si usava difendere la "causa" sul posto e con un fucile in mano, adesso basta inviare fiumi di chiacchiere su un "blog" (si dice cosi vero?).
Tranquilli signori: il Tibet è lontano; purtroppo nessuno sembra accorgersi che i suoi nemici sono vicini, sparano fucilate se vogliono e sono ben consci che il massimo che possono trovarsi ad affrontare sono delle terribili "blogate".
 
Come è difficile essere veri liberali! Caro Nico sono d'accordo con te per il Tibet e la vergogna dell'Occidente. Credo che non ci si renda conto di cosa stia veram succedendo: un genocidio culturale, una millenaria tradizione religiosa e spirituale che sta per essere spazzata via, impoverendo tutta l'umanità. E' ben più grave dell'uccisione di migliaia di uomini. Nella seconda guerra mondiale sono stati uccisi milioni di uomini, ma la civiltà, la cultura dei popoli colpiti non sono state cancellate, nemmeno quelle degli ebrei. E tutta la sinistra che si agita tanto per il cosiddetto popolo palestinese, che mai ha avuto uno Stato indipendente, che difficilmente si può distinguere dai giordani, per esempio, che non ha lingua, religione, cultura, tradizioni proprie, non apre bocca per il popolo del Tibet! Ovvio, da una parte c'è il piccolo Stato d'Israele, dall'altra la potente e comunista Cina. Detto questo, illiberale sei anche tu, incapace di capire e rispettare i valori morali, che non condividi,tu che citi S.Agostino e dimentichi tutte le conoscenze sulla vita prenatale, che noi, parecchi secoli dopo S. Agostino, abbiamo. Tu, che non sai riconoscere la nobiltà di posizioni del tutto laiche di noi non credenti, che difendiamo l'umanità dell'embrione, convinti che l'indifferenza verso la vita umana non ancora nata comporti inevitabilmente il disprezzo per tutte le vite prive di qualità accettabile. Leggiti Peter Singer e vedrai dove porta la negazione del diritto alla vita a quelli che tu chiami mezzi embrioni. E ancora: ti piace, vero, che per impedire che il feto sopravviva all'aborto, lo si faccia nascere parzialmente, lasciando all'interno del corpo materno solo la testa e a quel punto si perfori la testa e si aspiri il cervello? Questo nei democraticissimi e liberali Stati Uniti. Ti piace che si prelevino pezzi utili per la ricerca scientifica al feto ancora vivo? E ancora: perché mai noi antiabortisti, che tuttavia non vogliamo che la donna sia punita per l'aborto, dovremmo essere indifferenti a tutti i bambini e uomini e donne, che sono uccisi nel mondo? Perché difendere il diritto alla vita dell'embrione dovrebbe comportare il disprezzo per le vite umane uccise? Perché la difesa degli embrioni dovrebbe comportare inevitabilm la morte di esseri umani viventi? Dov'è la logica di queste obiezioni, che sento fare continuamente?
Maria
 
Maria, non volevo parlare di aborto e di feti. La mia era solo una frase ironica e polemica sulla coerenza morale: molte persone che si disperano per un embrione (e non nego il loro diritto a farlo), poi non spendono una parola per le sorti degli uomini completi (tibetani, ebrei, negri, bianchi, omosessuali, eterosessuali, donne, maschi, bambini o adulti che siano). Ma da quello che dici non è il caso tuo: tu ti preoccupi di tutti, vedo.
 
Maria, non credo che la seconda guerra mondiale si sia limitata solo a spazzare via milioni di uomini. Le vacanze, i viaggi in macchina, la televisione sono nati nel brodo culturale della cultura di massa, e hanno cambiato la nostra vita in maniera assoluta. Anche l'uso spregiudicato di "verità", per muovere l'opinione di maggioranze contro le minoranze, che è quello che si vede anche oggi in Tibet, è nato lì. E poi il fatto che ci siamo attaccati all'altra sponda dell'atlantico per sfuggire ai comunisti, per quanto fosse sacrosanto, non ha modificato in maniera profonda la nostra cultura?
In ogni caso, l'aborto non è una delizia nè per chi vi fa ricorso, nè per il personale medico. Sentire parlare di perforare cervelli, decapitare feti etc. è disgustoso.
Nick
 
Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l'aggregatore del web sociale e socialista.
 
CARO NICO,
BRAVO, C'E' UN'OSCENA E SPIETATA REAL POLITIK. HAI FATTO BENE AD ALZARE LA VOCE!

SONO INVECE NETTAMENTE IN DISACCORDO SU UNA CERTA TUA LINEA COSTANTEMENTE DIREI ANTICATTOLICA-C'E UN DOLOROSO ANTISEMITISMO,MA ANCHE UN SIGNIFICATIVO E PESANTE ANTICATTOLICESIMO, DUNQUE!-CHE FRANCAMENTE TROVO SGRADEVOLE,A PRESICENDERE CHE IO SIA CATTOLICO O MENO.OLTRE AD ESSERE EVIDENTE L'INVEZIONE DELL'AMICO GESUITA: PERCHè MANIPOLARE I TUOI AFFEZIONATI LETTORI CHE PER ALTRE COSE TANTO TI STIMANO E TI SONO GRATI?
UNA PRECISAZIONE: I TIBETANI NON CERTO SOLO ORA,COME DICI TE,PUR IN BUONA FEDE-HANNO REAGITO. NEL '48 CI FU UNA INSURREZIONE EROICA CHE PORTO ALLA MORTE MIGLIAIA DI PERSONE. TI ALLEGO,ANZI, UN'INTERVISTA CHE MI HA RILASCIATO LA PRESIDENTE DELLE DONNE TIBETANE IN ITALIA UN SIGNIFICATIVO PASSAGGIO IN PROPOSITO

Qualche nome di donna che rifulge nella storia tibetana?
“Sono molte. Potrei citare Palmo Kunsang che si oppose all’invasione guidando la rivolta delle donne del ’59 e venne per questo assassinata; O Ngawang Sandrol,un’eroina,anche lei, per tutte noi: la monaca che a 11 anni venne arrestata per aver partecipato ad una manifestazione pacifica per il Tibet e imprigionata per 11 fino a quando, sotto la pressione di Amnesty International è stata finalmente liberata”.
Un caro saluto - Umberto Rondi,Roma
 
Si, probabilmente lo e
 
Perche non:)
 
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