Vilipeso perfino in patria, Benjamin Netanyahu; definito a ragione uomo senza scrupoli, accusato di ogni genere di imbrogli; non è quella che si dice "una bella figura". Cose che si dicono di tutti i capi politici. Ebbene, la Storia ha sempre chiamato a eseguire grandi azioni, come il compito di abbattere una Dittatura ("Morte al tiranno!") o, come in questo caso, il Terrorismo islamista, non saggi filosofi o alte figure morali, del tutto inadatti alla politica, ma uomini del genere. Un grosso e orribile bastone nodoso serve più d'un esile ed elegante fuscello di giunco.
Perciò, solo gli immaturi o incolti hanno potuto additare Netanyahu come “guerrafondaio”, quando proprio il ricorso estremo alle armi serviva per compiere il primo comandamento della Storia: la legittima difesa, la Libertà. Perché se non mena efficaci fendenti a destra e a manca, il piccolo Israele sarà distrutto.
Ma questo non lo capisce quella viziata Europa snob (senza nobiltà, appunto) che cinicamente ritiene la difesa della Libertà con le armi "poco elegante"; che non ha più ideali; che ipocritamente vede solo la corruzione morale altrui, non la propria; e che dimenticati i Risorgimenti nazionali scambia il Liberalismo col semplice farsi gli affari propri. Perciò mette sullo stesso piano le organizzazioni criminali, come quelle islamiste, e chi dà loro la caccia. No, non tutte le idee sono ugualmente rispettabili, come credono i cretini della società di massa d'Occidente, convinta insieme con i tanti antisemiti-antisionisti-antigiudaisti e antiliberali di Sinistra, Destra e Centro che i criminali politici e i terroristi islamisti siano meno criminali addirittura d’un omicida stradale o d’un inquinatore.
Del resto, la politica (lo si sapeva già prima di Guicciardini e Machiavelli) non è un'arte per le anime belle e pure; tantomeno coincide con la Morale (Croce); anzi, assomiglia più al gioco d'azzardo (v. vita di Cavour).
Fatto sta che dopo la colpevole disattenzione dei Servizi Segreti e la strage del 7 ottobre 2023, Netanyahu il reietto, ha dovuto trovare il coraggio dei Romani dopo la disfatta di Canne, quando la Repubblica sembrava dover scomparire, e il confine tra libertà e schiavitù, tra la vita e la morte, appariva esile. Si è assunto su di sé il compito sovrumano di far ritrovare agli Israeliani, agli Ebrei e a tutti i Cittadini del Mondo sedicente “libero” la libertà suprema che sempre è legata alla vita e alla morte; perché la Libertà o c’è, e tutt’intera, o si muore. E così, accerchiata da nemici all’ultimo sangue, Israele si è come risvegliata e ha finalmente capito (all’inizio con qualche difficoltà: anche lì come ovunque la gioventù ama divertirsi e contestare) che anche stavolta o si difendeva con tutte le forze o sarebbe stata distrutta.
Netanyahu, il debole, il meschino, l'imbroglione, l’autoritario (come tutti i politici, del resto), ormai un politico al tramonto, nella tragedia del 7 Ottobre è come resuscitato. Ha ricordato quello che dicevano i nostri nonni e i padri: la Libertà non è data per sempre; ma dobbiamo conquistarla ogni giorno. Perciò noi siamo sempre obbligati a vincere, anzi a stravincere, per poter sopravvivere. Così da "volgare politico sotto inchiesta" è diventato un gigante, un esempio paradossalmente morale, che insegna (il paragone con l’ex-attore comico Zelensky è d’obbligo) a tutta l’Europa e all’intero Mondo Occidentale
Perciò ora dico: grazie Netanyahu!