23 settembre, 2008

 

Fascisti in crisi di identità: da puttanieri e mangia-preti a baciapile e anti-prostitute

Quando non si è politicamente sinceri, quando si finge una evoluzione democratica che non si sente, quando l'intelligenza non aiuta, quando gli ex picchiatori, dopo aver tanto a lungo recitato, si accorgono di essere diventati, per ignoranza di pensionati e casalinghe che non leggono i giornali ma vedono la tv, addirittura i loro beniamini, che fanno? Entrano in crisi.
Che cosa vuol dire oggi essere ex-fascisti o post-fascisti? Non si sa. Non lo sanno. Non si saprà mai. Erano anti-borghesi, contro la Grande Borghesia demo-pluto-giudaica, e sono costretti a fare i piccolo-borghesi, da socialisti anarchici e sorelliani odiavano il Capitalismo e il Liberalismo, e sono diventati finto-liberisti (salvo tradirsi, poi, con l'improvviso riemergere di quel fastidioso tic statalista).
Erano puttanieri, i primi, i veterani dei Grandi Casini, da Mussolini in giù, ed ora fanno i sessuofobi, le mammolette vittoriane e prude da parrocchietta, che cacciano le prostitute dalla vista delle persone perbene: che stiano in casa - dicono, come alla San Vincenzo le vecchie beghine - così faranno quel che faranno, le svergognate, magari ci andremo anche noi, ma almeno che nessuno sappia, che nessuno veda, per l'amor di Dio!
Siamo alla pantomima da cabaret d'una sezione di Rovigo della Democrazia Cristiana negli anni Cinquanta. Ma il tartufismo ipocrita porta voti?
E poi, erano mangia-preti, antipapalini, atei, tutti, a cominciare dal Duce (nessuno in famiglia era credente, anzi in casa Mussolini si raccontavano storielle sboccate sui preti), ed ora fanno i neofiti, gli opliti d'attacco della difesa della Cristianità. Difesa da chi, da se stessi? E dire che fino a pochi anni fa, nelle sezioni della Fiamma ci si rallegrava che qualcuno finalmente avesse legnato i preti, prima metaforicamente nell’800, poi realisticamente nei vari moti di piazza del ‘900.
Ed ora, invece? Eccoli recitare il catechismo elencando uno per uno quelle anime sante dei soldati mercenari del Papa, vittime, si sa, di criminali laicisti che assalirono le mura Aureliane a Porta Pia, comandate dal super-cattolico, sicuramente dossettiano, Cadorna, che prima di ordinare gesuiticamente – per evitare la scomunica – al capitano ebreo Segre di ordinare a sua volta il fuoco dei cannoni aveva sentito Messa col suo cappellano militare al quartier generale. O no?
Ma sì, dice il colto generale Torri per conto dell’ing.Alemanno, che se scala montagne come scala la logica è bell’e fritto: in realtà fu uno scontro di civiltà. Il XX Settembre una manica di assatanati laicisti capitanati da un antenato di Pannella, con un omonimo di Massimo Bordin capo dei bersaglieri e un sedicente Nico Valerio mascherato da capitano ebreo dell’artiglieria piemontese, a cui la scomunica faceva un baffo, assalì un drappello inerme di "veri laici" asserragliati sulle mura del Papa, che – a questo punto tutto si chiarisce – dei laici era il capo supremo.
Le fonti? Il 21 settembre 1870 lo rivelò in un contorto articolo di fondo il Foglio di Rugantino dell'oste ateo e trasteverino Ferrara, rifacendo il verso all’agnostico padre Pera. Et tout se tient, grace à Dieu.
Evviva il post-quasi-anti-fascismo! Ma sì, ci siamo convinti. Da liberali. Proprio in base al concetto radicale della "riduzione del danno". Perché se la finta Destra è questa, e se la falsa Sinistra è quest’altra, siamo fottuti. Quasi quasi – almeno provocava merde vegetali – era meglio l’olio di ricino. Oggi, purtroppo, lo diciamo da vegetariani, solo merde animali.

Comments:
Vero. Il problema dei riformisti in Italia è che non abbiamo una Destra seria e dignitosa alla quale contrapporci. Ci vogliono anche gli avversari adatti...
 
presentiamo una proposta di legge per abolire la legge merlin e la carfagna
 
Complimenti per l'ironia di tutto il pezzo, e per il finale "a sorpresa" (ma non per me, ugualmente vegetariana).
Grazie per avermelo segnalato,
un saluto

Nicoletta di http://www.civiltalaica.it
 
Caro Nico, questa è vera controinformazione. Leggo un giornale cartaceo al giorno (la Repubblica) e tre o quattro su internet (Corriere della Sera, la Stampa, l'Unità, l'Espresso) e su nessuno di essi mi è capitato di imbattermi in un articolo così esplicativo quale è il tuo e tutto giocato su l'ironia e il paradosso.
Scrivi più spesso, dino.
www.dinoignani.net
 
Evviva! Sacrosanta verità, caro Nico.
Con affetto, Noa B.
 
Applauso!
 
I fascisti (o post-pre-finto-pseudo-super-anti-fascisti?) ovviamente mi hanno riempito di email di contumelie. Eccone una di cui riporto solo l'inizio perché più soft (ed essendo casualmente esperto, ne correggo il romanesco secondo la lectio del Belli):
"A o', datte 'na carmata! Hai detto 'na marea di stronzate! Fascismo, postafascismo ma chi se ne frega! Piuttosto mi farebbe piacere vedere sotto casa tua una bella compagnia di prostitute che lavorino incessantemente. Finalmente potresti avere a portata di mano la bella
merce e potresti scopare a più non posso...".
Che vi dicevo? "Pensiero unico"? No, troppo faticoso. Ma "pensiero fisso", sì. I casini sono la vera "squola" dei fascisti. Si vede che, come diceva una loro canzone, le donne non li amano: per andare con loro devono pagare. Noi liberali, invece le abbiamo gratis. Eppoi, lo sanno che le... diciamo così, imprenditrici sessuali sono liberiste sì, ma tutte "de sinistra"? E loro le finanziano? Vabbé, al "quore" non si comanda...
 
Nico
vieni anche tu nel sito del PLI
c'è un forum dove si puo esi deve lavorare molto

Rolando
 
Caro Nico,
mi unisco anch'io all'appello di Rolando; di sicuro avresti molto da dire e da proporre agli altri utenti del forum. Non so come ti poni nei confronti dei social network, ma molti di noi sono anche su Facebook.

Grazie per l'attenzione!
Alessandro
 
Piperita, un aforisma vero.
 
Begl'articoli, questi sul fascio-bigottismo, quest'ultimo, poi è pure divertente e sei riuscito a scrivere soltanto un paio di volte "merda", a me invece, per commentare 'sti amplessi clerico-fascisti, vengono in mente solo impubblicabili pensieri, il dizionario della "parolaccia" insomma, ma d'altronde come qualificare questi #### ecco, di nuovo, mi vien da scrivere improperie. Vabè, lascio a te la "penna"...
F.Dolcino
 
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