05 novembre, 2007

 

Double face di un sindaco e politico. Come il "bosone" va spiegato con la teoria dei quanti.

Non sappiamo per la politica, ma per la fisica Veltroni potrebbe essere un bosone.
"Bosone"? E' una nuova parolaccia in un improbabile dialetto lombardo-veneto lanciata dal solito leghista Borghezio? Macché, nulla di penalmente rilevante, si tratta proprio d'una definizione scientifica. Ma andiamo con ordine.
Sull’eclettica e incerta personalità del sindaco di Roma e leader del PD molte autorevoli penne del giornalismo di sinistra si sono più volte soffermate con intenti laudativi. Tutto bene, ognuno ha le sue opinioni, ma si offenderanno se dico che si tratta di argomenti sorpassati, banali, triti e ritriti?
Perché non uscire dal seminato? Ma sì, perché non osare d'essere davvero originali, e interpretare il segretario del PD in una chiave del tutto eterodossa e mai usata prima d'ora? Per esempio la fisica.
Fisica, fisica. Veltroni non si ritiene un uomo di Genio? E io gli confeziono un'esegesi geniale. Il sottoscritto, da uomo di scienze avrà l'ardire di applicare a cotanto sindaco-segretario le classificazioni in uso in una scienza alla moda e molto in voga nel mondo anglosassone che lui tanto dice di amare: la Meccanica Quantistica. Vediamo che ne verrebbe fuori.

Siete alquanto digiuni in materia? Al lettore ignaro di "Quantum Mechanics" si può con sintesi estrema intanto accennare che la teoria si fonda sul principio della sovrapposizione di stati delle particelle subatomiche, almeno sino a quando queste ultime non interferiscano con un osservatore esterno, "divenendo così parte dell’universo a cui appartiene l’osservatore stesso".
Per rendere comprensibile a tutti tale concetto, il grande Schroedinger introdusse il famoso esempio del suo "gatto". Si supponga, egli disse, di rinchiudere un gatto in una stanza chiusa e senza finestre, contenente, oltre al necessario per la sua sopravvivenza, una fialetta di veleno. Si ipotizzi, aggiunse, che tale fialetta si possa rompere in qualunque momento per cause non descrivibili in termini precisi e quantitativi e che la rottura della fialetta provochi la morte istantanea del povero gattino. La domanda che si pone ad un osservatore esterno in un qualunque istante è la seguente: il gatto è vivo o morto ? Poiché la stanza è priva di finestre, la risposta alla domanda enunciata non può essere evidentemente data nemmeno in termini probabilistici, mancando una misura quantitativa dell’evento "gatto vivo o morto". E allora? La risposta non può che essere una sola, concluse Schroedinger: il gatto è... sia vivo che morto! Ossia occupa, quantisticamente parlando, sia lo stato di "vivo" che lo stato di "morto". Tutto ciò è vero sin tanto che un osservatore esterno (appunto!), apra la stanza ed accerti lo stato di salute del gatto, che, aggiungo io, nel caso sia illeso, si spera che se la svigni di gran carriera.
Dunque, in Meccanica Quantistica, non vale più il principio matematico della non contraddizione e, in particolare, come aggiunse il celebre fisico Pauli, esiste per alcune particelle atomiche (i cosi detti "bosoni") una possibilità di compenetrabilità.
Due o più particelle distinte possono quindi occupare la stessa posizione nello spazio (sovrapponendosi) quasi fossero sostanze immateriali.
Ma tutto questo che c'entra con Veltroni? C'entra, c'entra, eccome. E' evidente che il "bosone" Veltroni - non se ne abbia a male il segretario-sindaco, tutt'al più sarà una vittima della Scienza, e che Scienza! - ha una doppia natura, occupa contemporaneamente sia lo stato di comunista che di anti-comunista, sia quello di inflessibile difensore della legalità che quello favorevole ad una politica di accoglienza verso i clandestini, escludendo naturalmente i pochi presi in fragranza di reato. Continuando, Veltroni è per una svolta liberale nel PD e, contemporaneamente, per un mantenimento di una stretta alleanza con tutti i movimenti dell’estrema sinistra. Amico di Israele e amico di Diliberto e quindi degli Hezbollah. Appoggia lealmente il governo Prodi, ma è favorevole ad una sua caduta.
Vi sembrano contraddizioni tutte queste ? Avete torto! Il leader bosone del PD esplica solo delle scientifiche funzioni quantistiche. Sia lode dunque a Veltroni ed alla sua innovativa filosofia politica.
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P.S. Il genio Albert Einstein, inventore della straordinaria Teoria della Relatività che tanto continua a far discutere oggi, non amava la Meccanica Quantistica. Le sue equazioni tensoriali, infatti, descrivono in modo perfetto i possibili universi e sono "deterministiche", essendo fondate su relazioni funzionali certe. Conclusione politica: Einstein non voterebbe per il PD e per il suo leader quantistico!
IL PROFESSORE

Comments:
Non è "busone" ("bucaiolo" in toscano), come direbbe appunto il leghista Borghezio e come dicono in Veneto. Carina. Ma che fantasia, questi fisici teorici!
 
Dimenticavo il mio commento: purtroppo quello che l'amico Professore lamenta sarà sempre più la cifra stilistica di tutti i politici del futuro, ahimé, cioè di politici populisti che non scelgono.
Tutto e il contrario di tutto.
Ne vedremo delle belle.
Un po' così, mi consenta, è anche il Cavaliere.
D'altra parte, ammettiamolo, non solo la Storia, la vita è contraddittoria, ma la politica è mediazione tra opposte tendenze, e chi non ha una forte personalità vi si perde.
I politici più popolari sono così.
Tipi con idee forti e precise verrebbero estromessi già nei gruppi giovanili...
 
è pur vero che veltroni confrontato con i consimili (fini, casini...) risulta un genio
Tiziana Ficacci
 
Bell'articolo, ho riso (mica ci si deve sempre incazzare) rende quasi simpatico quel parassita inutile e dannoso del Walter, un essere che non ha mai lavorato in vita sua, ha solo leccato dei cu## un decerebrato che nonostante la provenienza da un potente e ricca famiglia comunista, non riusciva a conseguire, nn dico una laurea ma nemmeno un diploma, gli dovettero fare una scuola su misura (potenza dei burocrati comunisti) e finalmente si diplomò in cinema, nn aggiungo altro perchè nn sta bene prendere in giro i ritardati mentali. Così la sinistra ha finalmente un degno rappresentante, ha chiarito quale strada ha deciso di intraprendere: tutte, il comunismo ma anche il liberismo, il laicismo ma anche il clericalismo etc. cioè quello che ha sempre fatto per il potere del suo gruppo dirigente, alla faccia dei lavoratori, utili idioti che si fanno rappresentare da voraci parassiti che non hanno mai lavorato in vita loro.
 
Frà (?) Dolcino, sei troppo severo. E' vero, Veltroni non amava la scuola, e pure il liceo per lui era troppo gravoso: si diplomò in cinematografia. Ma si accorse in ritardo che la vita non è un film.
E'anche vero che la scuola non è un criterio per giudicare una persona: troppi ragazzi intelligenti non amano la scuola, proprio perché questa non sembra fatta per i ragazzi intelligenti.
Critico Veltroni perché non sa-vuole amministrare Roma (es.: traffico, bus, strade, sporcizia, vigili, uffici comunali ecc), ma fa solo eventi visibili che danno lustro (mostre, festival, notti bianche, concerti rock).
Non ha molta personalità (cioè grande intelligenza e idee proprie), è il classico uomo-medio della politica. Ma questo, mentre gli impedisce di fare grandi cose lo salva anche dalle pessime.
Non sei convinto?
E allora per punizione al posto di Veltroni ci metto Prodi o Buttiglione, Di Pietro, Casini o Rutelli.
Credimi, sono molto peggio: così inadeguati che fanno paura.
 
C'è una sola differenza fra i bosoni "fisici" e quelli "politici": i primi oltre che apparire dal nulla (da un presunto "vuoto quantistico" che tanto vuoto non è) altrettanto facilimente possono sparire (è il famoso dualismo creazione-annichilazione).
I bosoni politici, ahimé, compaiono, sì, ma non si annichilano mai...
 
Destra Sociale e Socialismo reale nello stato-zombie

22/11/2007

Volevamo da un po’ scrivere dell’indistinguibile differenza tra destra e sinistra in italia. Su come tutto sia una pantomima a beneficio dei buzzurri.
Il solito Blondet ci offre lo spunto con questo articolo in cui descrive il suo concetto di “destra sociale”:

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2423¶metro=politica

L’articolo di Maurizio Blondet è da manuale in materia epistemologica. Potrebbe essere stato questo pezzo concettualmente scritto da Valentino Parlato o da Agnoletto o Caruso.
Citiamo: “Lo Stato deve organizzare questa responsabilità comune, per esempio con tasse ai ricchi che servano ad assistere i poveri, i malati e invalidi, i bambini, la vedova e l'orfano”. Ragionamento che si può sentire tranquillamente in un qualsiasi circolo Arci di Reggio Emilia durante una vaniloquente discussione su cosa sia l’essere di sinistra.
Citiamo:” Si noti: previdenza generale e «obbligatoria», nel senso che il padronato fu obbligato a pagare i contributi pensionistici. E Mussolini fu il primo a fare lo stesso in Italia, l'INPS.” Esattamente ciò che ha fatto Prodi con lo scippo forzoso del TFR e coi contributi obbligatori, con l’obbligo di avere un conto in banca per i tartassati “co.co.pro”, e Visco non è di destra.
Citiamo: “l gruppo d'uomini scelto dal popolo (il sovrano) deve avere lealtà verso la nazione, deve avere «carattere» - non rimangiarsi la decisione per viltà alla prima opposizione - e deve imperativamente darsi le informazioni e le competenze necessarie per decidere al meglio possibile: per questo, chiamerà a sé altri uomini, i competenti, tecnici e i tecnocrati più stimati nel loro campo”. Questo avvenne in Russia con la rivoluzione d’ottobre che fu inizialmente popolare. I “competenti” non eletti da nessuno sono l’equivalenza delle “authority”, dei prefetti, dei “tecnici” (alla Padoa Schioppa), chiamati a decidere dai governi cattocomunisti italiani. E in URSS Stalin non aveva paura dell’opposizione!
Citiamo: “Per questo abbiamo Mastella, o la Lega, o le rivoltanti «autonomie regionali» secessioniste di fatto. Per questo pulluliamo di particolarismi, dove ognuno pensa a sé, da vero «liberale assoluto», anche quando si proclama «comunista» o «fascista»”. Qui Blondet nettamente si smaschera perché arriva ad ammettere che i popoli vincono su quelle ideologie di cui lui è vate assoluto, non meno di Luciano Violante.
Nessun sociologo sano di mente potrebbe attestare che Veneti e Sardi appartengono alla medesima etnia; quasi non Toscani e Emiliani, in regioni pure confinanti. Idem per Laziali e Campani o per Siciliani e Calabresi pure separati unicamente da uno stretto braccio di mare.
Se l’esistenza del “popolo italiano” è così certa perché in ogni trasmissione radio/tv, perché in ogni articolo di giornale una parola su tre, scritta o pronunziata, è “italia” o “italiani”?
Citiamo: “Verso gli immigrati, direi questo: essi devono essere soggetti alle leggi nazionali con rigore eguale a quello usato per i cittadini; senza privilegi sui cittadini di nascita, senza mutui agevolati ed esenzioni dal ticket che sono negati ai cittadini nati qui”. Senza pudore, sorvola sugli assurdi privilegi che godono gli “italiani” del Sud come esenzione ticket, contributi a fondo perduto, Agenzia Sviluppo italia, le immense ruberie sempre perdonate, tasse universitarie irrisorie, sgravi fiscali, autostrade gratis, pensioni senza contributi (nota 1) che sono, a ben guardare, maggiori dei benefici goduti dagli stranieri.
Ma è sull’”integrazione” dove il nostro “goym” mostra tutti i suoi limiti democratici, quelli di volere annientare l’evidenza dell’inesistenza del popolo italiano. In cui dimostra, di non essere diverso da un “rifondarolo”, ignorante e totalitarista.
Citiamo: “Roma fu la più grande integratrice di popoli diversi, che chiamò a partecipare al suo potere barbari e nordafricani, li civilizzò, addossando loro il peso di corresponsabilità nel governo, offrendo ad essi di «fare le cose insieme».
Settimio Severo era stato un bravo generale bèrbero, e fece una certa carriera nello Stato: diventò imperatore”.
Questa estrapolazione è allucinante due volte: in chiave storica e in chiave ideologica. In senso storico poichè egli scorda che la Roma di allora era “caput mundi”, il “pensiero unico” del tempo, e poteva integrare colle proprie leggi chiunque e dovunque. La Roma e l’italia attuali sono “caput “ di un bel niente. Relegate all’estrema periferia dell’impero american-sionista. Da decenni in crisi culturale e ora in pieno collasso economico, la penisola si trasformerà in un altro Kossovo e forse in un altro paese islamico di nessun contributo alla cultura e allo sviluppo del globo.
Ma invitiamo i lettori a riguardare: “Roma fu la più grande integratrice di popoli diversi, che chiamò a partecipare al suo potere barbari e nordafricani, li civilizzò, addossando loro il peso di corresponsabilità”.
Non è forse questo concetto, la medesima idea di “cooptazione” eviscerata dal ministro Ferrero con affermazioni tipo “il governo vuole svolgere un’azione ‘positiva’ sugli immigrati”?
Ebbene sì, il pensiero di Blondet dunque è il medesimo di Ferrero, quello di Luxuria il medesimo di Fiore: creare la “nazione” italiana posticcia, senza identità locali, senza un colore della pelle definito, un “meticciato “ di spiantati pallidamente devoto alla cacca tricolore.
Non Santi né Eroi bensì un tumulto di fanti e codardi disordinatamente in fila per assistere alla partita della “nazionale” di calcio che “spezza le reni” alle Far Oer. Smunto vessillo di un picaresco “stato della Mancia”.
Blondet ha più di una volta espresso stima per Giulio Tremonti. Quello che, per ricordare, dichiarandosi liberale, ha proposto di fare suonare l’inno di Mameli nelle scuole ogni volta prima di entrare in classe. Quale differenza dagli ex regimi dell’Est europeo in cui tutta la società era un inno al culto dello stato e della personalità del capo del partito di turno?
Che differenza con il Nazismo o col Fascismo, infine??
La casta fankazzista dell’unità nazionale, da Forza Nuova ai “no global”, vuole dare il diritto di voto e persino fare entrare i “berberi” nelle forze dell’ordine CONTRO i cittadini autoctoni per salvare la merdosa italia.
Il cerchio si chiude.
Le contrapposizioni ideologiche sono una finzione, una diatriba da bar dello sport per mascherare il vero scopo, di Berlusconi e Veltroni in primis. Un gioco della Casta, sulla pelle dei cittadini perbene, a strabiliare il popolino teledipendente con l’”interesse nazionale”.
Una “melina a centrocampo” in attesa che gli stranieri ammorbano il tessuto etnico locale in modo da potere finalmente tirare un sospiro di sollievo, sancendo che finalmente esistono gli italiani e l’unità nazionale non è più in pericolo.

di Domenico Gatti del Canna-Power Team
Nota 1: A beneficio dei mistificatori CHIARIAMO che NON stiamo discutendo che in qualche zona o regione vi sia un maggiore numero di cittadini bisognosi della assistenza dello stato. Stiamo arguendo sul fatto che nelle regioni meridionali le tasse siano più basse PER TUTTI anche per i ricchi mafiosi, anche per le pletore strapagate di “diriggenti” in atavico esubero della pubblica amministrazione

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L'ultimo post è troppo lungo e confusionario. Che vuol dire? Il sito citato rimanda al sito in dialetto veneto - se ho tradotto bene amando molto il Goldoni e anche il Veneto (ma posso sbagliare)-: "Razza Veneta".
Prima obiezione: non esiste una razza veneta. Non esiste neanche una razza italiana. Solo gli ignoranti lo credono. Il DNA si è ormai mescolato da millenni. Già al tempo di Etruschi e Romani l'Italia era un crogiolo di cromosomi. Perciò - come l'America - era forte. I matrimoni tra parenti o nei villaggi - come sanno i genetisti - portano molti figli scemi. La varietà di cromosomi sviluppa l'intelligenza (v. Ebrei, il popolo più intelligente del mondo: lo dico a bassa voce e un po' vergognandomi, perché rischio il razzismo).
Ma anche per gli Ebrei non è questione di razza, ma di selezione naturale e quindi di cultura antropologica. Le difficoltà aguzzano l'ingegno.
Il commentatore pensa proprio che Bossi, una delle persone più meridionali e provinciali in Italia (dal fisico al modo di agire, alla moglie...), sia un emblema da "popolo superiore"?
Io, se proprio dovessi fare il razzista, direi da "popolo inferiore", ma mi pento subito e ritiro la frase.
Confesso subito il mio conflitto d'interessi: amo i veneti e la mia donna ideale è veneta.
Il Sud ha tutti i difetti del mondo, d'accordo. E io li ricordo spesso. Certo, c'entrano le origini greche-arabe-spagnole-saracene. Ma ormai è un fatto culturale. I contatti con il Nord e l'estero, la scuola, la tv e i giornali potrebbero fare molto per migliorarli.
Ma ormai il Sud Italia si è profondamente mescolato col Nord, sta dentro il Nord. I settentrionali ormai imitano i meridionali. Quante pensioni anticipate o di finta invalidità ci sono nel Veneto? Tante, siete tra i primi in furbizia in Italia.
Ancora una volta i meridionali del Nord, gli emigranti, come ricordano sempre quelli del Nord-Ovest, che prendono in giro già a cominciare da Bergamo e Brescia (!).
Quindi i Veneti si diano una calmata. Sono i penultimi a dover protestare in Italia. Basta vedere le furbizie del cambio di Regione di alcuni Comuni, o della localizzazione all'estero delle aziende.
Quando avevano la pellagra per la loro dieta povera di polenta, e l'Italia sabauda e liberale li aiutava, non erano così arroganti.
Il resto, su Blondet, Destra e Sinistra, è confuso e contraddittorio, a tratti antisemita.
E poi non si mette un commento col copyright in fondo (arroganti anche in questo). Per questa volta passi, ma la prossima volta elimino il vostro commento.
 
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