10 giugno, 2010

 

I Mille: Nord e Sud. I siciliani chiamano Garibaldi (e i bergamaschi) contro gli odiati Borboni.

LA STORIA INSEGNA. MA SOLO SE SI E' DISPOSTI AD IMPARARE. La Storia insegna? Certo, ci chiedevamo in un articolo su Salon Voltaire del 5 maggio scorso, data dell’inizio della spedizione dei Mille, ma solo se si ha un minimo di intelligenza e di cultura. Ecco perché la nostra classe dirigente, soprattutto i politici, non hanno imparato niente.

LA SICILIA E GLI ANTENATI DEI "PADANI" CON GARIBALDI. Le ridicole Leghe del Nord e del Sud che oggi sputano falsità da osteria sul Risorgimento, i liberali, i "piemontesi", Cavour e Garibaldi, ignorano la Storia e mostrano di non avere alcuna idealità, visto che la Storia è sempre storia di libertà, come hanno insegnato i grandi "meridionali" Giambattista Vico e Benedetto Croce. Ristretti nel loro cinismo da bottegai di villaggio che non vedono al di là del campanile, non sanno che furono proprio i siciliani – Crispi, La Masa, Rosalino Pilo, La Farina, La Loggia e molti altri – a chiedere a Garibaldi di liberare l’isola dal giogo dell’oppressore Borbone; che i Mille erano attesi a Palermo con ansia febbrile; che i siciliani che partirono da Quarto erano ben 71 (più dei piemontesi); che centinaia di siciliani si aggiunsero ai Mille in terra di Sicilia, tra cui preti e frati; che siciliano era il pilota della nave ammiraglia, il Piemonte – dov’era Garibaldi – Salvatore Castiglia (fu lui a scegliere l’approdo a Marsala); che l’unica donna era Rosalia Montmasson, moglie del siciliano Crispi; che Palermo fu la sola città ad onorare con una medaglia individuale ciascun partecipante alla spedizione; che 800 dei Mille oggi sarebbero definiti "padani", per lo più conterranei di quelli che oggi parlano male di Garibaldi, essendo originari di Milano, Bergamo e Brescia.


Del resto i Siciliani ce l'avevano coi Borboni da sempre, e a ragione. Pochi sanno nel resto d'Italia che furono proprio i Siciliani, a Messina, con i moti anti-borbonici del 1. settembre 1847, veri e propri "nuovi Vespri siciliani", a dare gloriosamente  inizio al Risorgimento 

Italiano, con molti morti e feriti. E l'anno dopo, nel 1848, di nuovo ribellatasi ai Borboni e a Napoli, la città di Messina subì per molti mesi i bombardamenti dai cannoni piazzati sulla stessa roccaforte cittadina occupata dalle truppe borboniche. Una vergogna internazionale: i Borboni cannoneggiavano la loro stessa popolazione, prima dal mare poi addirittura dall'interno della città. Ecco che cos'erano i Borboni! Da allora il crudele e ottuso re Ferdinando II di Borbone fu soprannominato dai Siciliani con l'ignominioso appellativo di "Re Bomba". Ma accorsero valorosi siciliani anche a difendere la Repubblica Romana di Mazzini e Garibaldi nel 1849 e alcuni morirono nelle lunghe battaglie sul Gianicolo (come riporta un cippo eretto a ricordo dell'episodio e di tutti i Siciliani morti nel Risorgimento).


LO "STATO CANAGLIA" BORBONICO E IL REVISIONISMO DEGLI STOLTI. E come "si stava bene sotto i Borboni", re oscurantisti, capricciosi e crudeli come pochi (l’Inghilterra di lord Gladstone considerò il regno delle Due Sicilie un vero "Stato canaglia" – come diremmo oggi – solo considerando le sue famigerate prigioni), ce lo dice in un vivace libro autobiografico "Pensieri e ricordi storici e contemporanei" (ed. Sellerio 1991), un aristocratico siciliano un po’ scapestrato, il Michele Palmieri di Miccichè, probabilmente antenato del politico che – vedi l’articolo precedente – oggi "parla male di Garibaldi". Il Micciché, che ben prima del ’48 sperimentò sulla propria pelle, pur essendo un privilegiato, la crudeltà pazzoide di quello Stato assolutista, clericale, corrotto e poliziesco che lo costrinse ad emigrare in Francia. Perciò chiunque abbia studiato la storia, non solo lo storico Galssso, può opporre infinite e schiaccianti argomentazioni alla stupidità sottoculturale del revisionismo filo-borbonico e alla reazione anti-Risorgimento e anti-Italia unita.

IL CORAGGIO DEGLI INTELLETTUALI. Sull’intera vicenda dei Mille e sul genio Garibaldi, grande prima come uomo e poi come condottiero, dotato di coraggio, rapidità e freddezza nelle decisioni militari, si vedano i capitoli dedicati nel manuale che nel primo Novecento scrissero vari esperti, oggi riedito e in distribuzione gratuita ("Il generale Giuseppe Garibaldi", Ufficio storico dell’Esercito, 2007). Un libro entusiasmante: mai avremmo creduto che un manuale pensato per spiegare agli ufficiali la tecnica militare del Grande Nizzardo nelle singole battaglie potesse piacere anche a chi non si interessa di cose militari, spiegandoci meglio di tanti libri di storia che le sue vittorie erano dovute anche e soprattutto agli ideali forti di libertà degli intellettuali, e che le sconfitte borboniche erano soprattutto sconfitte ideali e morali di chi era contro la libertà, perciò contro la Storia.

E OGGI, ANZICHE' "FARE L'ITALIA" LA SI DISFA. Insomma, Sicilia e Bergamo curiosamente ancora uniti? Oggi nel parlar male di Garibaldi; ieri, 150 anni fa, sotto le sue bandiere. Un’involuzione davvero meschina. Avevano ragione, allora, i risorgimentali: fatta l'Italia, gli Italiani bisogna ancora farli.

REGIONI E PROVINCE, COVI DI PARASSITISMO. Del resto, ci penseranno l’Europa e il mercato internazionale a considerarci nazione, anzi, un piccolissimo Stato che solo l’ottusità provinciale può pensare di suddividere ancora di più. Così piccolo che perfino regioni e province sono un lusso irrazionale, tanto più se autonome. E, a proposito, "autonome" da chi e da che cosa, visto che da sole non saprebbero fare tre passi senza cadere ancor più nel ridicolo, e che già ora si fanno pagare i loro sprechi, le loro follie da megalomani di provincia, dagli altri concittadini? Sono loro i veri prepotenti da cui noi dovremmo liberarci. Ma dove trovarlo un nuovo Garibaldi che anche questa volta li riconquisti per il loro bene?

AGGIORNATO IL 27 LUGLIO 2015

Comments:
Grazie per le notizie e i particolari molto interessanti, difficili da trovare.
 
Il tuo blog mi piace molto.
Non condivido pero´totalmente la tua visione storica.
Per me la storia si fa in primis per il pane, che puo´essere denaro o conquiste territoriali o qualcos´altro.
Dietro ogni guerra ci sono sempre stati nobili ideali e intellettuali che ci credevano, ma il popolo, quello si muove quando la pancia e´vuota.
Ed e´in questa ottica che io vedo le varie Leghe, nate con una ideologia che nasconde una verita´molto piu´terra terra: l´egoismo.
Il federalismo e´: io spendo quello che io produco e tu spendi quello che produci tu.
In tempi di benessere tutti i popoli sono fratelli, quando le risorse vengono a mancare ognuno pensa a se´.
Io condivido la tua convinzione che piccolo e´anacronistico in tempi di globalizzazione.
La Svizzera stessa ha capito di essere troppo piccola per poter gareggiare da sola ed essere economicamente autosufficiente.
Ho letto qualche giorno fa un articolo in cui la Svizzera chiedeva al Baden- Würtemberg di lasciare la Germania.
La cosa mi sembrava paradossale, ma non era tale per i tedeschi.
Il 99% dei commentatori avrebbe accettato e altri, di altre regioni tedesche, si sarebbero trasferiti in Baden-Würtemberg se la cosa fosse andata in porto.
Nello stesso articolo si faceva presente che la Svizzera non avrebbe disdegnato l´annessione del Nord Italia.
E, aggiungo io, molti del Nord Italia non disdegnerebbero di lasciare il loro paese per lidi piu´, tassativamente parlando, "economici"( l´aliquota massima in Svizzera e´5%)
 
Ma i popoli non fanno le guerre, e neanche la Storia. Sempre sono le elites al potere... che piaccia o no. Solo che nel Risorgimento le elites del Nord-Italia erano idealiste e liberali (e un po' i loro popoli seguivano gli intellettuali), mentre quelle del Sud erano ciniche e disinteressate (con eccezioni fin dentro la Corte dei Borboni e tra gli ufficiali). Basta dire che gran parte dei giovani ufficiali borbonici volevano passare al Piemonte, ma le loro truppe non volevano. Oggi non abbiamo più elites colte e idealiste, e per di più la democrazia di massa, con le sue maggioranze plebiscitarie e populiste ha portato al voto ceti ignoranti di tutto (soprattutto di Storia e Geografia) che nell'800 avrebbero coinciso con la classe dei contadini. E' tutta qui la differenza. La massa oggi è ottusa e ignorante: basta vedere come segue tv e calcio. Crede di avere vantaggi personali dal localismo, ma si sbaglia. L'Italia è già troppo piccola unita, figuriamoci divisa in Regioni. In un Paese così piccolo io abolirei le Regioni, figùrati... Se poi milioni di cafoni si facessero annettere... dalla Svizzera, non capiscono che sarebbero i loro terroni, e che così ingrandita la Svizzera avrebbe i problemi di tutti i grandi paesi (con nuove tasse)? Tanto per cominciare i localisti del Nord dovrebbero rinunciare ai loro tanti consiglieri regionali, alle Jaguar blu, ai tanti finti invalidi, insomma ai tanti trucchetti
"meridionali" che hanno escogitato. Ma poiché sono stupidi non pensano alle conseguenze di quello che dicono. Sono davvero i contadini al potere...:-)
Pensa che tra i Mille abbondavano intellettuali, scrittori, medici, avvocati, professionisti, artisti, idealisti mazziniani e studenti. Non c'era neanche un contadino... Oggi, se si rifacesse la leva per i Mille, si iscriverebbero tutti i disoccupati del Sud (che infatti alimentano l'esercito). Questo dice tutto. Se si fosse fatto allora un referendum tra tutti gli Italiani, saremmo ancora a quel punto!
 
Scusa, ma sono costretta a correggerti:
a chiamare Garibaldi non sono stati i siciliani, ma i siciliani MASSONI... alla povera gente non gliene fregava nulla dell'Italia! Erano "intellettuali" e massoni coloro che volevano l'Italia unita. E Garibaldi senza l'appoggio e l'aiuto della camorra e della mafia sarebbe stato spedito a casa sua a pedate nel sedere! Tanto è vero che sono state numerosissime le rivolte contro Garibaldi e contro quell'altro brav'uomo di Vittorio Emanuele! Tutte sedate con la violenza, la ferocia, i campi di concentramento e le fucilazioni senza processo.

Come Garibaldi, purtroppo, ce ne sono pure troppi in giro... guarda bene, c'è solo l'imbarazzo della scelta!

eliana - catania
 
Tutto mi lascia pensare che i Siciliani d'allora, o almeno la loro elite intellettuale, erano molto più avanzati, europei e illuminati di quelli di oggi. Oggi, forse, se si facesse un referendum locale e se si eliminassero - come spero - i privilegi assurdi della Regione a Statuto speciale ("speciale" perché?) molti siciliani sceglierebbero di andare con Gheddafi... O con l'antica madrepatria greca...
 
Eliana chi non storicizza (come un grande meridionale, il Croce, ha insegnato) non fa cultura e non ha intelligenza. Oggi il volgo è contro la massoneria per la P2 e altre sciocchezze della massoneria decadente e inutile di oggi.
Ma allora? La Massoneria era una grande e nobile istituzione che si batteva per la libertà e l'indipendenza della cultura in tutta Europa. Perfino Mozart era massone.
E la Massoneria fece il nostro Risorgimento, fornendo uomini, idee e mezzi, sia chiaro, insieme a club, chiese protestanti, gruppi ebraici e istituzioni inglesi. Sempre con metodo non violento (mentre i Mazziniani, p.es. facevano attentati).
Quindi lode alla Massoneria, quella vera e antica, di cui facevano parte tutti i migliori uomini politici e gli intellettuali liberali dell'800, in Italia e in Europa. Non quel dopolavoro di ragionieri ignoranti e mezzecalzette di provincia che è diventata oggi.
Gli antimassoni chi erano? I clericali e l'estrema Destra reazionaria, certamente. Forse i socialisti (ma non ne sono sicuro). Dunque...
Comunque i meridionali, con tutti i peccati e i vizi sulla coscienza (risalenti a secoli e secoli fa) sono gli ultimi a poter giudicare gli altri... Da che vi viene questa sicumera e faccia tosta, mentre non fate nulla per cambiare la vostra e nostra società? Ma anzi fornite terreno di coltura a corruzione e raccomandazioni? Sarebbe come se la comunità dei Romeni in Italia protestasse per il disordine e l'illegalità diffusa...
La Rai, i giornali, i Ministeri sono pieni di meridionali ignoranti, laureatisi chissà come, che sono arrivati lì solo con raccomandazioni politiche e amicali. Ed è un vizio di massa non di pochissimi. Del resto Mafia vuol dire solo "società degli Amici": io faccio un favore a te, tu fai un favore a me. Appunto. A questa gente non farò mai il minimo sconto.
 
Dimenticavo: io sono figlio di un pugliese, ma sono una pesona intelligente, morale e critica. E quindi riconosco, anzi denuncio gli errori gravissimi della mafiosità diffusa, endemica, derivante dalla tradizione greca del Sud Italia. Perché provati da millenni (ne parlava già Polibio).
Voi campanilisti del sud, invece, come quelli del nord, non siete né intelligenti, né morali, né critici. Il "noi" antropologico, l'ethnos, è solo delle mezze calzette municipaliste e a basso livello. Chi dice "noi siciliani" o "noi lombardi" si tradisce: è solo un povero imbecille accecato dal tifo analogo a quello calcistico, che vive nel limitato campo d'azione di 20 cm dal naso. Contano gli individui non i municipi... Ma questo i cretini regionalisti non lo capiranno mai. Per fortuna si tradiscono con queste imbecillità: chiunque si accorge che sono gentucola di nessun valore.
 


lEGGO : "Scusa, ma sono costretta a correggerti:
a chiamare Garibaldi non sono stati i siciliani, ma i siciliani MASSONI... alla povera gente non gliene fregava nulla dell'Italia! Erano "intellettuali" e massoni coloro che volevano l'Italia unita. E Garibaldi senza l'appoggio e l'aiuto della camorra e della mafia sarebbe stato spedito a casa sua a pedate nel sede "


Se e' cosi' bisogna concludere '
\
a) che i Massoni erano migliaia , decine di migliaia , tanto numerosi da battere un esercito
b) La camorra e la mafia erano tanto forti e influenti da potere controllare un intero popolo ( a favore di Garibaldi ) sarebbe interessante si ci spiegasse chi e come ha permesso che avessero tanto potere malgrado che la polizia controllava anche i peli della barba dei cittadini
c) Dove era il popolo mentre Garibaldi " invadeva " il Regno ? era a Ischia a fare i bagni di sole ? si puo' invadere un regno di dieci milioni di abitanti se il popolo e' dalla parte del potere ? Forse ELIANA dovrebbe riflettere di piu' prima di corregere gli altri
 
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